15 marzo 2018

Impara con me a raccontare per immagini







Tutte queste sono cose che puoi fare con un semplice smartphone e un computer.

Il primo ti serve per riprendere le immagini, il secondo per montarle.

Tutto quello che c'è prima, durante e dopo te lo spiego io seguendoti passo dopo passo.



Hai già in mente un tema o una persona da raccontare?

Bene se sì, ma anche se è no, rispondi a queste tre semplici domande:

Se la tua risposta è no a tutte e tre le domande, hai un dono che ti rende speciale: la curiosità. E poiché questa va alimentata ogni giorno attraverso incontri e letture, parla con me! Come? Invia un messaggio privato alla mia pagina di Facebook con la richiesta di prenotazione della lezione della durata di 1 ora su Skype o Whatsapp (se sei minorenne, devi inviarmi anche l'autorizzazione scritta di almeno uno dei genitori). La lezione ha il costo medio di quelle che si fanno on line e va pagata attraverso Paypal.

Le mie lezioni si rivolgono a studenti nerd, insegnanti carismatici, lettori onnivori, casalinghe-manager, professionisti monotasking e pensionati diversamente giovani che vogliono imparare a comunicare in maniera più efficace e trasformare questa attività in un lavoro appagante e remunerativo. 

Sì, perché formare, informare, educare e insegnare attraverso le immagini non sarà ma è già un lavoro del presente e a maggior ragione sarà di fondamentale importanza nei prossimi anni.

Nel corso della lezione, ti fornirò una serie di consigli e suggerimenti su come procurarti occasioni di lavoro presso enti ed aziende attraverso brevi e semplici video-racconti. Ti fornirò, inoltre, materiali didattici in pdf.


LAVORI DI OGGI E DOMANI: CHI E' E CHE COSA FA IL RACCONTATORE A DOMICILIO

Negli ultimi anni in diversi paesi del mondo (dalla California alla Svezia fino in Giappone) sono nati dei network di professionisti che raccontano in case private storie curiose e divertenti legate (ma non necessariamente) alla propria attività, solo per il gusto di comunicare, nel senso etimologico del termine che significa “mettere in comune”. 

Di che cosa si tratta in sostanza? Un gruppo di persone - da un minimo di 15 a un massimo di 30 - si riunisce in una casa, con un salone sufficientemente ampio, per ascoltare un racconto di 90 minuti supportato da foto, immagini e talvolta accompagnamento musicale. Gli spettatori sono spesso invitati a leggere brevi frasi legati al racconto in modo da creare un coro che partecipa attivamente al rituale della comunicazione, visto in questo caso come arricchimento del proprio bagaglio culturale. 

Da qui l’idea dei dopocena per la mente, che si svolgono il sabato o la domenica pomeriggio dalle 21 a mezzanotte.  A dispetto del nome, non c'è niente di new age o peggio ancora di life coaching ma solo la voglia di sprofondare in altri mondi. 


Secondo un sondaggio interno a questo network, le categorie di professionisti più richieste sono le seguenti: architetto, magistrato, antropologo, storico dell’arte, chirurgo

A queste seguono una serie di discipline tra le più disparate, tra le quali rientrano anche le mie attività di regista, sceneggiatore, storico dei mass-media e da qualche tempo di “raccontatore itinerante” su come il cinema italiano ha rappresentato gli Stati Uniti. 

Oltre a scuole, fondazioni, università e aziende, questi racconti possono costituire anche una forma di "teatro in casa", su richiesta di quei proprietari che hanno uno spazio sufficientemente grande e un congruo numero di amici e conoscenti ai quali regalare una serata speciale. Il costo a persona è molto contenuto, pari a quello di un aperitivo, al quale si può rinunciare una volta tanto per imparare qualcosa e gustarsi invece un bel bicchiere di vino - non diciamo calice, please! - offerto gentilmente dal padrone di casa e maestro di cerimonia. 

Il mio tema di partenza Gli americani nel cinema italiano è molto ampio e trasversale e mi permette di parlare di differenze culturali attraverso storia, letteratura, sociologia, design, arte, cibo, moda e business. Non mancano i sottoargomenti un po’ più pepati: il razzismo, cioè come gli italiani giudicano gli altri gruppi etnici (ebrei, cinesi, neri) e sono giudicati dagli altri; il rapporto con l’amore e il sesso; le caratteristiche della comicità italiana messa a confronto con quella anglosassone; le radici italiane e l’influenza della musica italiana nella storia dei generi jazz-pop-rock degli Stati Uniti.










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