16 febbraio 2017

Racconti-show a domicilio, i nuovi dopocena per la mente




Negli ultimi anni in diversi paesi del mondo (dalla California alla Svezia fino in Giappone) sono nati dei network di professionisti che raccontano in case private storie curiose e divertenti legate (ma non necessariamente) alla propria attività, solo per il gusto di comunicare, nel senso etimologico del termine che significa “mettere in comune”. 

Di che cosa si tratta in sostanza? Un gruppo di persone - da un minimo di 15 a un massimo di 30 - si riunisce in una casa, con un salone sufficientemente ampio, per ascoltare un racconto di 90 minuti supportato da foto, immagini e talvolta accompagnamento musicale. Gli spettatori sono spesso invitati a leggere brevi frasi legati al racconto in modo da creare un coro che partecipa attivamente al rituale della comunicazione, visto in questo caso come arricchimento del proprio bagaglio culturale. 

Di qui l’idea dei dopocena per la mente, il cui orario va dalle 21 a mezzanotte, oppure il sabato o la domenica pomeriggio. A dispetto del nome, non c'è niente di new age o peggio ancora di life coaching ma solo la voglia di sprofondare in altri mondi. 

Secondo un sondaggio interno a questo network, le categorie di professionisti più richieste sono le seguenti: architetto, magistrato, antropologo, storico dell’arte, chirurgo.


A queste seguono una serie di discipline tra le più disparate, tra le quali rientrano anche le mie attività di regista, sceneggiatore, storico dei mass-media e da qualche tempo di “raccontatore itinerante” su come il cinema italiano ha rappresentato gli Stati Uniti. Oltre a scuole, fondazioni, università e aziende con sedi in Italia e negli Usa, ho esteso quest’attività - come spiegato sopra - anche al "teatro in casa", su richiesta di quei proprietari che hanno uno spazio sufficientemente grande e un congruo numero di amici e conoscenti ai quali regalare una serata speciale. Il costo a persona è molto contenuto, pari a quello di un aperitivo, al quale si può rinunciare una volta tanto per imparare qualcosa e gustarsi invece un bel bicchiere di vino - non diciamo calice, please! - offerto gentilmente dal padrone di casa e maestro di cerimonia. 

Il mio tema di partenza Gli americani nel cinema italiano è molto ampio e trasversale e mi permette di parlare di differenze culturali attraverso storia, letteratura, sociologia, design, arte, cibo, moda e business. Non mancano i sottoargomenti un po’ più pepati: il razzismo, cioè come gli italiani giudicano gli altri gruppi etnici (ebrei, cinesi, neri) e sono giudicati dagli altri; il rapporto con l’amore e il sesso; le caratteristiche della comicità italiana messa a confronto con quella anglosassone; le radici italiane e l’influenza della musica italiana nella storia dei generi jazz-pop-rock degli Stati Uniti.



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Clicca qui per leggere l'intervista in cui parlo di conferenze-show pubblicata su Nòva del Sole 24 Ore.

CHI SONO E CHE COSA FACCIO
Lavoro dal 1997 come autore e regista creando contenuti per il cinema, la televisione e il web con una predilezione per i generi legati alla satira e la comicità. Ho lavorato e collaborato per Rai-Mediaset-La7 con Antonio Ricci (Striscia la Notizia), Giovanni Minoli (La Storia siamo Noi), Enrico Mentana (Matrix), Piero Chiambretti (Chiambretti Night), Mike Bongiorno, Gianni Boncompagni, Paolo Limiti e altri big della tv. Dal 2011 mi divido tra Roma, Milano, New York e Los Angeles, realizzando documentari e svolgendo attività di consulenza tra Italia e Stati Uniti legata ai media, business d'impresa, ricerche storiche, giornalismo investigativo e progetti di divulgazione della lingua e della cultura americana in Italia. Clicca qui per leggere il mio cv con i link video a tutti i miei lavori (tv, cinema, web, startup, editoria).





















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