1 novembre 2017

Non solo Kansas City: Alberto Sordi, un romano in America da Ollio a Kissinger



Da dove nasce l’ossessione per gli Stati Uniti di Alberto Sordi? Fu davvero lui a inventare la voce di Oliver Hardy? A chi si ispirarono gli sceneggiatori Lucio Fulci e Sandro Continenza per il personaggio di Nando Moriconi di Un americano a Roma? Come mai non andò in porto il progetto di fare un sequel con Un romano a New York? Cosa hanno imparato gli studenti Robert De Niro e Dustin Hoffman vedendo i film di Sordi all’Actors Studio? E soprattutto: Sordi è stato un inguaribile filo-americano o al contrario un acerrimo anti-americano?

Di tutto questo si è parlato nella conferenza-show dal titolo Non solo Kansas City: Alberto Sordi, un romano in America da Ollio a Kissinger ternutasi il 13 novembre 2017 nella Sala del Mappamondo della Camera dei Deputati a Roma.


Alberto "Henry" Sordi

L’evento, promosso dalla Fondazione Italia Usa, ha reso omaggio al grande attore romano facendo conoscere al grande pubblico storie, curiosità e aneddoti legati al suo rapporto con gli Stati Uniti: dal concorso da lui vinto nel 1937 per doppiare Oliver Hardy al film mancato del 1975 nei panni del Segretario di Stato americano Henry Kissinger.

La storia dell’italiano Sordi può infatti essere intrecciata con molti grandi eventi che hanno visto protagonisti italiani e americani nel Novecento: la Grande Guerra (Addio alle armi), l’armistizio dell’8 settembre 1943 (Tutti a casa), l'arrivo degli alleati (Polvere di Stelle), la passione di Nando Moriconi per tutto ciò che è yankee negli anni della Ricostruzione e del Piano Marshall (Un Americano a Roma), il consumismo e il capitalismo americano a confronto con la civiltà contadina e neo-industriale italiana del boom in altri numerosi film. Dal venditore di bambini (Il giudizio universale) al mafioso brianzolo e piccolo borghese alle prese con il gangsterismo newyorchese (Mafioso), dal latin lover (I tre volti, Venezia, la luna e tu) al caso umano televisivo (Un italiano in America); e ancora: il miserabile che gioca a scopa con la miliardaria Bette Davis (Lo scopone scientifico), l’industriale misogino contrario all'emancipazione delle donne americane (Io e Caterina), l’uomo medio che critica l’invadenza di “Dallas” (Il tassinaro), il faccendiere che gioca con l’alta finanza internazionale (Assolto per aver commesso il fatto).


Albertone con Woody Allen e Andy Warhol

Tra film girati, progetti rimasti nel cassetto, vacanze e viaggi di lavoro, retrospettive e omaggi da New York a Los Angeles, quella di Sordi negli States è una storia altrettanto divertente e ricca di particolari poco conosciuti che sono stati svelati nel corso della conferenza, moderata dal giornalista Giampiero Gramaglia, da Luca Martera, documentarista tra Italia e Stati Uniti, attraverso sequenze tratte da film, cinegiornali e interviste.


Clicca qui per leggere l'articolo di Filippo Ceccarelli per il Venerdì di Repubblica sulla conferenza-show.



Per richiedere il racconto-show su Alberto Sordi e gli Stati Uniti per scuole, università, aziende, associazioni, fondazioni e abitazioni private, leggi qui.







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