24 dicembre 2016

Mary Ann Sorrentino, la prima donna americana scomunicata dal Vaticano





Articolo di Luca Martera per il quotidiano Taranto Buonasera 

«Io non mi considero americana. Mi considero una donna che vive negli Stati Uniti ma che è nata nel paese sbagliato. Ogni volta che atterro a Linate o Fiumicino, appena sento l’odore del primo espresso, so di essere a casa». Mary Ann Sorrentino è una signora italo-americana anomala. Dimenticate le tre m: mamma, mafia e mandolino; con lei non c’è alcuna possibilità di imbattersi in stereotipi, in verità, duri a morire visto che i luoghi comuni servono anche a vendere l’italianità agli americani.

E a Federal Hill, il quartiere italo-americano di Providence, è tutto un pullulare di botteghe e ristoranti dove nello stesso posto si fa la spesa, si mangia e si portano a casa gli avanzi, anche se si tratta di pizza, perché qui le porzioni sono sempre troppo grandi. «L’America non è un paese profondo, è un paese superficiale. Il mondo vede gli americani attraverso Hollywood ma per chi ci è nato e ci vive è diverso».





Mary Ann ci accoglie nella sua casa di Cranston, sobborgo residenziale a pochi chilometri da Providence, capitale dello stato più piccolo degli Usa – grande più o meno quanto la Val d’Aosta – che ha altre due particolarità: la più alta percentuale di cattolici e di americani di origine italiana, anche se dall’ultimo censimento gli ispanici hanno sorpassato i “bianchi caucasici”.

Affacciata sull’Oceano Atlantico, Providence è una piccola città con meno di 100 mila abitanti che dista 1 ora di auto da Boston e quasi 4 ore da New York. Qui è nato lo scrittore H. P. Lovecraft e qui ha sede una delle università più prestigiose d’America, la Brown. Due le attività economiche che rendevano Providence da sempre un posto speciale: la pesca e l’allevamento dei molluschi e l’industria della bigiotteria, ma la crisi negli ultimi 10 anni l'ha trasformata in città di transito per lavoratori del terziario.

Mary Ann è una vulcanica signora di 72 anni, figlia di genitori ischitani emigrati a Providence, e quindi americana di prima generazione. «Furono gli irlandesi a costruire le prime chiese cattoliche negli Stati Uniti, anche in Rhode Island. Quando sono arrivati gli italiani, con gli irlandesi ci sono stati conflitti e gli emigrati cattolici erano costretti a seguire la messa nel garage o nei sottoscala. Ma dopo anni di tensioni, dopo aver chiesto il permesso al Vaticano, qui a Cranston, ad esempio, i cattolici hanno costruito nella piazza principale una chiesa più grande, bella e barocca proprio di fronte a quella degli irlandesi». La storia dell’emigrazione italiana passa infatti anche da queste parti. Fu qui che molti meridionali, provenienti soprattutto da Puglia e Campania, emigrarono all’inizio del Novecento per sfuggire alla miseria e realizzare il sogno americano nel paese del latte e del miele.


Nata e cresciuta a Providence, Mary Ann è una celebrità locale. Dopo essersi laureata in psicologia, lingue e letteratura con una specializzazione in demografia e aver frequentato per un anno l’Università a Firenze, negli anni ‘70 comincia la sua attività a favore del movimento pro-choice (diritto di aborto) e negli anni successivi diventa una delle firme di punta del maggior quotidiano locale e conduttrice di un seguitissimo talk show radiofonico. «In Rhode Island la vita di provincia ti espone sempre al giudizio degli altri. Se sei un libero pensatore, stai sempre a scontrarti. Ma in un posto più piccolo, puoi avere un’influenza decisiva, a New York sarei stata una delle tante “crazy liberal”. Apprezzo tutte le opportunità che mi ha dato questo paese. Lo so, tutto il mondo ce lo riconosce ed è una fissazione degli stranieri, ma questa opportunità è solo di natura economica. Negli Stati Uniti manca quella ricchezza culturale che esiste in Italia o in altri paesi europei. In Italia puoi trovare ancora uno spazzino con la licenza elementare che ti recita Dante, qui anche le persone che concorrono al Congresso non hanno mai letto la Costituzione».

Sarebbe facile smentire Mary Ann sull’altrettanto basso livello della classe politica italiana ma qui stiamo parlando di quella porzione di America conservatrice, cosiddetta “suprematista”, a prevalenza bianca, bigotta e un po’ ignorante e anche questo, poi, tutto sommato è un altro stereotipo.

«Nonostante il successo accademico, ai miei tempi l’obiettivo rimaneva quello di sposare un uomo. Ma dopo 9 mesi di gravidanza e 2 settimane di allattamento, ho subito pensato a fare altro». Mary Ann ha una unica figlia, Luisa, ed è da sempre sposatissima con Albert Ciullo, giudice civile in pensione. «Ho incontrato più pregiudizi come donna che come italo-americana. Ricordo una volta di aver insegnato a un uomo, che poi è stato promosso e io ero rimasta indietro. E mia madre diceva: è un uomo e devi accettarlo».

Mary Ann - si diceva - è atipica come italo-americana, anche perché il suo italiano fluentissimo non lascia indifferenti e se ci si dovesse limitare a descrivere il contesto della Little Italy di Providence in cui è cresciuta, è praticamente impossibile non citare il più noto boss mafioso di queste parti, Raymond Patriarca, che ha governato per anni a braccetto con i politici corrotti locali. Tra questi uno su tutti: il sindaco con parrucchino Buddy Cianci, eletto una prima volta alla fine degli anni ‘70, poi finito in galera per appalti truccati e poi rieletto negli anni ‘90. A lui si devono “fioriere” e “gite nel canale a bordo della gondola, come a Venezia”. Se poi uno si sforza di andare oltre, fortunatamente spuntano ovunque cognomi italiani di avvocati, medici, insegnanti e imprenditori che hanno reso ricco questo piccolo stato producendo ricchezza in maniera onesta e pagando le tasse.



Nel 1985 un evento sconvolge la vita di Mary Ann e della sua famiglia. La figlia è in procinto di ricevere la cresima e durante il colloquio di routine con il parroco, si ritrova ad essere davanti alla Santa Inquisizione. Dal 1977 al 1987 Mary Ann è alla guida del consultorio privato “Planned Parenthood”, nato da una singolare preoccupazione di tipo razzista, quasi eugenetica. «Questi consultori erano nati per volontà di quei comitati di bianchi che non tolleravano che certi gruppi etnici facevano troppo figli. Un po’ come quei commenti di tipo razzista che fa adesso Donald Trump. Ma questo non era il nostro scopo».

A Planned Parenthood Mary Ann è un’attivista Pro-Choice a favore dell’aborto – legale in tutti gli Stati Uniti dal 1973 – e il suo lavoro è quello di educare e guidare le giovani donne - tutte, non solo quelle nere con una scarsa istruzione - a essere consapevoli della scelta di tenere il bambino o di abortire, accettando in entrambi i casi queste responsabilità.

Ritorniamo alla cresima. Il parroco di Providence Salvatore Matano conosce l’attività di Mary Ann e non ci mette molto a scoprire le carte: la figlia potrà ricevere i sacramenti ma lei non potrà accompagnarla all’altare perché persona non gradita alla gerarchia ecclesiastica locale. Ricorda Mary Ann: «Gli dissi testuale: “Lei non vuole che io venga all’altare perché sono  a capo di una clinica dove si pratica l’aborto e che rispetta le leggi degli Stati Uniti? Lei mi sta dicendo che mia figlia non può ricevere i sacramenti da un prelato che abusa sessualmente dei bambini? E questo che mi sta dicendo?”.

Dalla vicenda Mary Ann ne uscirà come la prima donna americana a essere scomunicata dalla chiesa cattolica per il suo impegno nel movimento pro-choice, mentre Matano - un po’ come i procuratori distrettuali che ambiscono a diventare governatori dello Stato - diventerà vescovo. «Ai tempi della scomunica, secondo un sondaggio, 2/3 della popolazione era con me e contro la posizione della chiesa. Ricordo che dopo la scomunica bruciarono anche la mia immagine durante una manifestazione. Quado sei impegnato nel sociale, devi andare incontro alle conseguenze e sai anche che puoi rimanere da solo, rischiando la galera».


Mary Ann in galera non ci è finita ma ha vinto la sua battaglia sensibilizzando l’opinione pubblica americana negli anni della presidenza Reagan su tutto quello che ruota attorno a una gravidanza indesiderata, molto spesso frutto di violenze domestiche legate statisticamente all’abuso di alcool da parte di uomini bianchi.

«Le giovani generazioni non hanno la minima idea dei diritti acquisiti e non immaginano che un giorno qualche politico possa essere eletto facendo fare dei passi indietro. Quando vado ai convegni, dico alle ragazze: “Chiedete a vostra nonna com’era e vi dirà che cosa significava non avere alternative”. Noi abbiamo fatto queste lotte per permettere a queste giovani oggi di godere di questi diritti e quindi se tenere un bambino, darlo in adozione, abortire, informarsi per prevenire malformazioni e gravidanze precoci durante l’adolescenza».

La nostra visita a casa di Mary Ann si è conclusa e per lei non ci sono dubbi. «Sono completamente a mio agio con gli italiani. Trovo sempre meno conforto in questo paese e non so come andrà a finire. E se uno mi dicesse domani, non puoi fare più avanti e indietro, ma devi scegliere. Be’ non esiterei a scegliere l’Italia».







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