28 febbraio 2013

Lost in translation: quando le differenze culturali possono rovinare gli affari - seconda parte


Francesca Giannoni-Crystal

Francesca Giannoni-Crystal è un brillante avvocato che la focalizzato la sua carriera sul diritto commerciale e tecnologico. Socio fondatore dello studio legale con sede a New York e in South Carolina, Crystal & Giannoni-Crystal, LLC, Francesca è iscritta all'ordine degli Avvocati di Firenze, è attorney-at-law nello stato di New York e Foreign Legal Consultant (not a member of South Carolina Bar) in South Carolina.
La sua lunga esperienza, in Italia e negli Stati Uniti, l’ha ha messa di fronte a numerosi casi di equivoci  e malintesi dovuti alle differenze legali e culturali. Di questi aspetti parla nel seguente articolo, tradotto in italiano con l'aiuto di Silvia Giannoni e Federica Romanelli e pubblicato in inglese sul sito della Italy-America Chamber of Commerce.

Clicca qui per leggere la prima parte dell'articolo.


Seconda parte

Torniamo adesso alla fattispecie da cui siamo partiti. Il nostro signor Byr non potrebbe ottenere, su suolo americano, un atto di questo tipo. Allora, quale insormontabile problema di “adattamento” si è verificato, cioè che cosa è “andato perso nella traduzione” (“lost in translation”)? Semplice: il differente ruolo e caratteristiche dei notai nei due paesi. Se solo avesse saputo che in America l’atto pubblico non esiste, l’avvocato italiano della signora Cellar non avrebbe probabilmente suggerito di procedere alla vendita per atto pubblico, a causa del problema della procura. Invece, essendo ignaro della lacuna, egli non ha capito che ci sarebbe stato un problema con il rilascio della procura. Dal canto suo, l’avvocato americano - ignaro che la procura avrebbe dovuto essere rilasciata nella forma di atto pubblico - non ha sollevato obiezioni.

Questo che ho descritto è un tipico esempio di “impossibile adattamento” che può generare costi, ritardi e insoddisfazione. È, infatti, facile immaginare la frustrazione di tutti quando - magari molto tempo dopo che le parti si sono accordate sul prezzo e il compratore ha ottenuto finanziamento - il notaio italiano rigettasse, per vizio di forma, la procura “americana” del signor Byr (ancorché tradotta).

Ma allora – ci si potrebbe chiedere – la compravendita tra il signor Byr e la signora Cellar è da considerarsi completamente impossibile, salvo che l’americano si rechi fisicamente su suolo italiano? Ovviamente no! Una soluzione differente, ma ugualmente soddisfacente poteva essere trovata, se solo i consulenti legali avessero avuto conoscenza di entrambi i sistemi legali, italiano e americano.

In particolare, che cosa avrebbero dovuto sapere le parti o i loro consulenti legali? Avrebbero dovuto sapere che:
  • i notai americani non hanno il potere di emettere atti pubblici; 
  • la compravendita immobiliare in Italia non deve essere necessariamente compiuta per atto pubblico; al contrario, si può procedervi benissimo per scrittura privata autenticata;
  • il concludere la compravendita per atto pubblico o scrittura privata autenticata importa diverse conseguenze che debbono essere attentamente valutate.

Se le parti della compravendita sopra descritta fossero state ben consigliate, probabilmente si sarebbero accordate per concludere il contratto per scrittura privata autenticata, visto che una procura in tale forma avrebbe potuto essere ottenuta senza problemi anche in America.

La scrittura privata autenticata è un documento sottoscritto dalle parti dinanzi a un notaio, il quale certifica - dopo averne ricevuta adeguata prova - l’identità delle dette parti. La scrittura privata autenticata, come forse si saprà, possiede anch’essa un’alta valenza probatoria, ma solo per quanto concerne l’identità delle parti (non le loro dichiarazioni). La scrittura privata non è, invece, assimilabile ad una sentenza definitiva in punto di valenza esecutiva: in caso di inadempimento di una delle parti, l’altra parte non può iniziare direttamente una procedura esecutiva; deve bensì ottenere una sentenza che accerti l’inadempimento. Ovviamente, ciò comporta un allungamento dei tempi e un aumento dei costi. In sintesi, la scrittura privata autenticata offre minore protezione di un atto pubblico.

Ciò si può risolvere però. Sapendo che la scrittura privata autenticata offre meno protezione rispetto a un atto pubblico, la signora Cellar avrebbe potuto richiedere, per esempio, una garanzia bancaria (o simili) per proteggersi dall’eventualità che il signor Byr non provveda al pagamento delle rate del prezzo. Oppure la signora Cellar avrebbe potuto esigere un pagamento con modalità differenti. Questo per dire che, una volta che le problematiche di “adattamento impossibile” siano individuate dalle parti o loro consulenti legali, tante sono le soluzione che si possono implementare.

Il problema dell’atto pubblico non è il solo problema di “adattamento impossibile” che concerne ruolo e funzioni dei notai. L’assenza dell’atto pubblico nell’ordinamento americano è un problema per le operazioni che possiamo chiamare “outbound” (cioè quando un americano debba provvedere un documento da utilizzarsi in un paese di civil law), come nel nostro esempio. In operazioni “inbound” cioè in operazioni che debbano effettuarsi in America e per le quali debba procurarsi, in un paese di civil law, un certo documento (per semplificare, diciamo ancora una volta una procura) è la diversa qualificazione professionale dei notai ad essere un problema.

Prendiamo, ad esempio, ancora una volta la situazione di una compravendita immobiliare tra il signor Byr e la signora Cellar; ma, immaginiamo, questa volta che il signor Byr sia italiano, che la signora Cellar sia americana e che l’immobile si trovi negli Stati Uniti. Diciamo che signor Byr si è determinato all’acquisto di un “contingent remainder interest”, cioè un certo diritto reale che la signora Cellar possiede nell’immobile. Diciamo che le parti si accordano per effettuare il trasferimento di proprietà (“closing”) presso lo studio di un avvocato americano (notare che la legge prevede, nella maggior parte degli stati americani, che il closing debba essere avvenire alla presenza di un avvocato, così come nei paesi di civil law, si richiede la presenza di un notaio). Diciamo anche che l’avvocato suddetto - che si dà il caso sia anche notaio - sia incaricato anche di autenticare le firme delle parti nell’atto di trasferimento (“notarized instrument” ovverosia scrittura privata autenticata). Infine diciamo che, ancora una volta, ci sono problemi “logistici”: il signor Byr non può davvero recarsi negli Usa per firmare l’acquisto. Le parti si accordano allora che il signor Byr conferirà una procura a persona di sua fiducia. Tutto semplice, tutto liscio stavolta? Ecco, non proprio. Infatti, non è per nulla scontato che un notaio italiano vorrà autenticare la procura che il signor Byr deve conferire.

Che problema abbiamo in questo caso, visto che la procura deve conferirsi per scrittura privata autenticata e che i notai italiani hanno il potere di autentica? Il problema in questo esempio è costituito dal fatto che, per legge, anche nel caso di una scrittura privata, un notaio italiano deve svolgere un ruolo ben più ampio di quello di un notaio americano. Per prima cosa, un notaio italiano potrebbe rifiutarsi di autenticare la sottoscrizione del signor Byr, se quest’ultimo volesse redigere la procura in inglese. Se così fosse, la procura dovrebbe redigersi in italiano, ma allora si potrebbero avere seri problemi di traduzione di concetti estranei al sistema legale italiano (come il nostro “contingent remainder interest”). In secondo luogo, i notai di civil law hanno l’obbligo di fornire consulenza legale. Infatti, visto che i notai di civil law, oltre che pubblici ufficiali, sono professionisti del diritto, essi sono tenuti per legge a spiegare alle parti – ed in maniera imparziale - la natura dell’atto che si sta compiendo (e anche della sottostante operazione). I notai di civil law non si limitano praticamente mai ad autenticare la firma sulla scrittura privata, bensì leggono il testo e chiariscono alla parti gli effetti legali.

Ebbene, considerato che la procura dovrà specificare esattamente i poteri che si conferiscono al delegato, poiché il notaio possa spiegarne gli effetti legali, è ovvio che dovrà avere conoscenza, almeno per sommi capi, della natura dell’operazione sottostante (acquisto di un contingent remainder interest). Non è raro che i notai di civil law rifiutino di autenticare la sottoscrizione di una procura diretta a compiere operazioni che non comprendono.

Si capisce che non è simpatico venire a sapere di queste difficoltà quando la negoziazione è già in fase avanzata o, peggio, quando le parti si sono già accordate su tutto quanto, eccetto che … “ah, già rimane da definire quella piccola formalità della procura che deve essere rilasciata in Italia; ma non dovrebbe assolutamente essere un problema…giusto?”, salvo che poi si cerca di ottenerla e… voila’, eccoci di nuovo all’ “adattamento impossibile”!

Qual è la soluzione? Certo, ancora una volta la conoscenza dei due sistemi legali consente al consulente legale delle parti di individuare il problema a monte, cioè all’inizio delle negoziazioni. Nella maggior parte dei casi, pianificazione e flessibilità consentono alle parti di gestire problematiche quali quelle sopra individuate. Per esempio, il signor Byr, avendo tempo a disposizione, potrebbe trovare un notaio italiano disposto ad autenticare una procura in inglese o con traduzione a fronte (personalmente posso dire che sono riuscita a ottenere entrambe le cose). Potrebbe anche trovare un notaio che si dica soddisfatto di spiegare alle parti gli effetti legali dell’atto basandosi su un parere rilasciato da un avvocato straniero o da un esperto indipendente (meglio se giurato e con apostilla). Posso dire che mi è capitata anche questa esperienza.

Le due situazioni che abbiamo preso come esempio sono invero semplicissime. Nella realtà le transazioni sono di norma più complesse. E più una transazione è complessa, maggiore è il rischio di imbattersi in “adattamenti  impossibili”. Oltretutto, la differenza tra i notai di civil law e i notai americani è solo uno dei moltissimi esempi di “adattamento impossibile” che le parti di una transazione internazionale possono incontrare.

Inoltre, si consideri che simili problemi di “adattamento impossibile” si incontrano anche in ambito giudiziale, quando cioè, negli Stati Uniti, in Italia o altrove, si abbiano un attore e un convenuto provenienti da paesi diversi.

In conclusione, quando si va incontro a un’operazione commerciale oppure a un contenzioso, si ha a che fare con due sistemi giuridici fondamentalmente differenti come civil law e common law, e quindi è opportuno per le parti dotarsi di consulenti legali esperti di entrambi i sistemi, che possano aiutare a individuare le possibili problematiche, possano favorire una discussione costruttiva sulle stesse e, se del caso, indirizzare le parti verso soluzioni alternative.

Avv. Francesca Giannoni-Crystal, Esq.








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La morte ti fa bella: la cripta dei cappuccini di Roma



Dei numerosi film americani che raccontano l'Italia Angeli e Demoni di Ron Howard potrebbe sicuramente aggiudicarsi l'Oscar per la peggior pellicola a pari merito con Mangia Prega Ama con Julia Roberts e To Rome with Love di Woody Allen, boiate davvero inguardabili per l'accozzaglia di luoghi comuni sul Belpaese. Se solo questi registi e sceneggiatori strapagati da Hollywood avessero studiato un po' di più, forse avrebbero scoperto che esiste anche una Roma "anglosassone" impregnata di atmosfere gotiche, esoteriche con tanto di fantasmi e case stregate. Del resto il primo romanzo gotico ufficiale Il castello di Otranto di Horace Walpole non è mica ambientato nella bruma ma proprio nel Salento, la culla del Mediterraneo. Il sole fa abbronzare ma costringe anche a ripararsi all'ombra e quindi a "tramare", "complottare" e decidere delle vite altrui. Ora è cosa tristemente nota che il Meridione d'Italia abbia prodotto tre industrie criminali per le quali siamo tuttora conosciuti nel globo terracqueo: la Mafia in Sicilia, la Camorra in Campania e la 'Ndrangheta in Calabria. Mafiosi e camorristi, in particolare, hanno anche affinato nei secoli l'arte di far sparire i cadaveri, riponendoli nella bara a doppio fondo oppure accatastandoli, una volta diventati ossa, in fosse anonime. Se non si aveva tempo o voglia di scavare, c'era un'altra e più ingegnosa soluzione: piazzare i resti del reo nel giustamente celebre Cimitero dei Cappuccini di Via Veneto. Così lo descrive Fulvio Abbate nel suo volume "Roma - Guida non conformista alla città" edito da Cooper nel 2007:


Agli spagnoli, i siciliani, i leccesi, i messicani, gli amanti di Halloween e di Dario Argento che magnificano le meraviglie del proprio barocco raccapricciante, i romani sono autorizzali a controbattere con lo spettacolo della cripta dei Cappuccini in via Veneto, compreso il sacello dove riposa Padre Mariano (1906-1972), il frate che parlava in televisione al tempo monocolore e monocanale, chiudendo i propri discorsi con l'inamovibile: "Pace e bene a tutti".
La cripta è infatti cosa davvero unica, forse nascosta rispetto all'occhio del visitatore ignaro o accecato soltanto dal binomio Via Veneto-Dolce vita, e dunque mignotte, cocaina e attori famosi, ma comunque degna di ogni possibile attenzione. Se le catacombe palermitane, dove i morti si trovano attaccati alle nicchie con gli abiti del proprio mestiere, già viste nel film di Francesco Rosi Cadaveri eccellenti, vanno associate alla teatralità espressionistica per la loro ridondanza scenografica, nel caso della sede romana bisogna pensare piuttosto all'astrazione pura, Mondrian piuttosto che Munch, lì infatti le ossa umane sono utilizzate, come nel Lego, per realizzare una decorazione parietale. Ai Cappuccini di via Veneto le vertebre, i bacini, le costole, i femori e quant'altro, cartilagini comprese, selvono a comporre l'ornato delle cripte. Qualcuno infatti, a suo tempo, pensò a incollare, uno dopo l'altro, tanti pezzelti d'ossa alle pareti. Il discorso profondo che se ne deduce riguarda il libro dell'Ecclesiaste, serve anzi a smentire i capisaldi di quel testo: non è vero che tu, da morto, non servi più a nulla, guarda bene qui e scoprirai che non si butta niente nella versione più gagliarda del barocco.
 


Nell'ordine, troviamo la cripta della resurrezione, Ia cripta dei teschi, la cripta dei bacini con un grande baldacchino (di bacini, ovviamente) dal quale pende un fregio di vertebre più il rosone centrale della volta formato da sette scapole con pendagli di altrettante vertebre. La cripta delle tibie e dei femori con un tondo di mandibole ornato di nuove vertebre e due grandi fiori laterali formati da scapole con pendagli sempre di vertebre. La cripta dei tre scheletri, dove alcuni piccoli scheletri (amati defunti di casa Barberini) sorreggono con una mano un cranio alato. Nel sito ufficiale, www.cappucciniviaveneto.it, è possibile leggere: "Verso ia metà" del 1700, con interventi successivi fino al 1870, questo luogo di sepoltura, di preghiera e di riflessione per i cappuccini - che vi scendevano ogni sera prima di andare a riposare - è stato trasformato in un'opera d'arte, per trasmettere il messaggio che la morte ferma Ie porte del tempo e apre quelle dell'eternità".

A raccontare il fascino misterioso della cripta, a uso dei forestieri, ci ha provato anche il giornalista americano Alan Epstein, autore nel 1995 del libro "Do as the Romans do: An American Family's Italian Odyssey".
On the left side of the Via Veneto there is a small church, Santa Maria della Concezione, attached to which is a crypt of Capuchin monks (who, unbeknownst to themselves, lent their name to the famous coffee drink, which resembles the brown hood worn by the members of the order). The burial ground consists of a few small chapels, the pilasters, arches, and vaults profusely decorated with the bones of four thousand ex-humed monks that were brought to the church in 1631. The designs are ubiquitous, creative, and macabre, once again pointing up the contradictory nature of Rome, and the Romans.
Nothing is only what it is; it is that, and more. While outside on the street millions of lire are being spent each day in the shops, hotels, and restaurants, in a quite successful attempt to convince oneself of one's immortaliry, inside the crypt, in one of the chapels, among the vertebrae, skulls, tibias, and patellae, a sign dangles from one of the iong-deceased monks that most succinctly sums up everything one needs to know about the city-or about life, for that matter. It says, " Quello che voi siete noi eravamo; quello che noi siamo voi sarete'" "That which you are, we were; that which we are, you will be."
Benvenuti a Roma, where everyone, even those who have long since passed away, has something to say.



"Alcuni secoli fa  i monaci vollero forse dare a questo ambiente di morte il senso dell'immortalità. Al di là del suo macabro risultato c'è infatti in questo paziente lavoro di secoli  un'ingenua ricerca del bello che è sempre opera dell'amore: amore che sopravvive alla morte, morte che sopravvive all'amore". Autore di questa poesia per immagini è Gualtiero Jacopetti, il vero protagonista della Dolce Vita di Via Veneto, che così volle immortalare la Cripta  dei Cappuccini nel suo film manifesto Mondo Cane.






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Come comprare un marito a New York




A New York
 
è stato appena aperto un nuovo negozio
 
dove le donne
 
 possono scegliere e comprare un marito.

All'entrata  sono esposte le istruzioni
 
su come funziona il negozio:



Puoi visitare il negozio SOLO UNA VOLTA.

Ci sono 6 piani e le caratteristiche degli uomini
 migliorano salendo.

 Puoi scegliere qualsiasi uomo ad un piano
 oppure salire al piano superiore.

Non si può ritornare al piano inferiore.

Una donna decide di andare a visitare il Negozio
di Mariti per trovare un compagno.


Al primo piano l'insegna sulla porta dice:

Questi uomini hanno un lavoro.

La donna decide di salire al successivo.

Al secondo piano l'insegna sulla porta dice:

Questi uomini hanno un lavoro, e amano i bambini.

La donna decide di salire al successivo.
 

Al terzo piano l'insegna sulla porta dice:

Questi uomini hanno un lavoro, amano i bambini

e sono estremamente belli.

“Wow” pensa la donna, ma si sente di salire ancora.

Al quarto piano l'insegna sulla porta dice:

Questi uomini hanno un lavoro, amano i bambini,

sono belli da morire e aiutano nei mestieri di casa.

“Incredibile” esclama la donna, “Posso difficilmente resistere!” Ma sale ancora.

  
  
Al quinto piano l'insegna sulla porta dice:

Questi uomini hanno un lavoro, amano i bambini,

sono belli da morire, aiutano nei mestieri di casa

e sono estremamente romantici.

La donna è tentata di restare e sceglierne uno,

invece decide di salire all’ultimo piano.
 

Sesto piano:

sei la visitatrice n. 31.456.012 di questo piano,

qui non ci sono uomini,

questo piano esiste solamente per dimostrare

quanto sia impossibile accontentare una donna.

Di fronte a questo negozio è stato aperto

un negozio di Mogli dove gli uomini

possono scegliere la propria donna.
 

Al primo piano ci sono donne

 cha amano fare sesso.

Al secondo piano ci sono donne

 cha amano fare sesso

e non sono rompicoglioni.



I piani dal terzo al sesto

NON SONO MAI STATI VISITATI.


Clicca qui per scaricare la versione in powerpoint.





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