12 febbraio 2013

Come imparare gratis e bene l'American English a New York


Qual è il vostro livello di conoscenza della lingua inglese? 

E' inutile barare: una lingua o la conosci o non la conosci. La via di mezzo in cui siamo specialisti noi italiani in questo caso non serve. Anche se poi ci facciamo capire con i gesti, per lavorare in contesti internazionali ed essere trattati alla pari di un madrelingua bisogna studiare tanto e per tanti anni, con buona pace dei corsi "mordi e fuggi" e del bravo John Peter Sloan fissato con l'inglese della regina Elisabetta.  Dico questo perché l'inglese più parlato nel mondo è l'American English e per quel che posso testimoniare eccome se c'è la differenza, non solo per gli accenti ma soprattutto per la sintassi e i numerosi phrasal verbs
 
Personalmente ho ripreso a studiare l'inglese a 35 anni quando ho capito "definitivamente e dolorosamente" che in Italia non avrei mai avuto un futuro. Da allora sono passati un po' di anni e ogni giorno scrivo, ascolto e leggo qualcosa di inglese. Il segreto per essere costanti sta nel trasformare in inglese tutto quello che si fa nella quotidianità aggiungendoci magari il gergo specifico del tuo lavoro.
 
In questo viaggio verso la conoscenza dell'idioma dei Beatles e di Braccio di Ferro mi sono stati d'aiuto due siti che vi consiglio caldamente: Livemocha, social network per lo scambio linguistico, e Memrise che applica tecniche retoriche risalenti addirittura all'antica Grecia per costringervi a ficcare nel cervello una nuova parola al giorno. Per i dizionari on line, i migliori in assoluto sono: WordReference (per le sfumature di significato tra italiano e inglese), Urban Dictionary (per lo slang) e il Webster (monolingua inglese per approfondire il significato delle parole).

Ho frequentato anche dei corsi tradizionali a New York - in particolare quelli del Kaplan institute - ma sono rimasto molto deluso per l'approccio tradizionale con maestrina, lavagna e compiti da fare a casa. Mi è stato molto più utile invece frequentare il corso gratuito offerto dalla Biblioteca Pubblica di New York che li organizza ogni tre mesi su due livelli: elementare e intermedio. Il mio inglese era già avanzato ma l'esperienza a contatto con una piccola Onu, cioè un gruppo di persone provenienti da tutti il mondo, è stata impagabile. Sentire decine di accenti diversi (russo, messicano, spagnolo, coreano, tedesco, francese ecc.) ed ascoltare le loro storie di speranza per un futuro migliore è stata roba da libro Cuore ma anche fonte di tante amicizie e one-night-stands. Per frequentare uno di questi corsi, dovete avere la sicurezza di soggiornare a New York almeno per 3 mesi, dopodiché prenotare il colloquio per le selezioni che si svolgono all'inizio di ogni stagione. Non sono richiesti documenti particolari, è suffiicente fornire i dati del passaporto e della residenza temporanea. Cliccare qui per tutte le altre informazioni.

Un altro modo divertente e utile per esercitarsi e conoscere nuove parole di inglese sono le apps per Android e Iphone di due giochi: Ruzzle, a patto che dopo ogni partita andiate a controllarvi il significato di almeno 5 parole nuove, e il classico Trivial Pursuit, quiz che vi permette di familiarizzare con la costruzione delle domande. Per passare alla versione inglese dei due giochi, è sufficiente modificare le impostazioni. Ruzzle ha la versione base gratuita, mentre Trivial Pursuit costa 0,89 centesimi.
 
Dimenticavo: per sapere a che livello siete, potete consultare questa tabella che li indica tutti, dall'elementary al proficiency. 










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Mai più senza per i prossimi viaggi: Micro Luggage scootcase




Un trolley compatto che si trasfoma in veloce scooter per correre e farsi arrestare negli aeroporti!

Magari se si sfreccia con cautela l'arresto verrà evitato ma in compenso riceverete occhiatacce di invidia dagli adulti e di ammirazione dai loro figli.

Il prezzo è di 300 dollari ed è più o meno in linea con i prezzi italiani di un normale trolley.

 
Che dire di più? E' ovviamente una cavolata per nerd con la panza come me (e non come quello che vedete qui su) che si sentono in colpa per non fare sufficientemente attività fisica, ma le cavolate a volte rendono più divertenti le giornate e soprattutto permettono di far passare velocemente le estenuanti ore di attesa in aeroporto.

Clicca qui per vedere tutti i dettagli sul sito ufficiale della Micro.

Attenzione: questo blog non è sponsorizzato. L'articolo è puramente a carattere informativo e recensisce un oggetto che piace a me.









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Come spedire prodotti dall'Italia agli Stati Uniti


Cosa si fa se si devono spedire dei prodotti per una fiera negli Stati Uniti? Si mettono in un pacco è si spediscono via corriere una decina di giorni prima.

E' infatti quello che ha fatto un imprenditore e poi è partito fiducioso per New York per esporre i propri prodotti ad una Fiera a New York. Arrivato allo stand pero niente prodotti. Panico assoluto e “incazzatura totale" perché quelli degli stand a fianco la merce l'avevano già.

Insomma quello che purtroppo accade a chi vuole affrontare per la prima volta il mercato americano con l'atteggiamento del faccio tutto io”, come mi spiega Damiano Masetti, presidente della Dynamics Freight, che mi racconta I'episodio.

"Il problema era che la dogana americana non rilasciava la merce perché l'azienda aveva fatturato la merce direttamente all’Ente Fiera; fortunatamente ero presente alla situazione e gli abbiamo risolto il problema. in giornata cambiando il destinatario merce (nostro ufficio di New York) e consegnando poi in fiera. 



Se non si conoscono le giuste procedure si rischiano questi problemi perché non è facile muoversi nei meandri della dogana americana che è diventata molto rigorosa dopo l'11 settembre.

Non parliamo poi di far entrare negli Stati Uniti cibo, che è strettamente regolamentato, ma anche solo di pantaloni e magliette di cotone se ad esempio sono stati prodotti in Cina che sono soggetti a quote di importazione che bisogna assicurarsi in anticipo.

Insomma se volete spedire o esportare negli Usa non contate sul ''chi fa da sé fa per tre", meglio trovare uno spedizioniere specializzato e seguire le sue indicazioni.

Spesso le aziende italiane sottovalutano le regole, come per la corretta etichettatura e identificazione dei prodotti, correndo il rischio di essere messi nella “lista nera” della dogana.

Cos'è la lista nera?

Quella che fa sì che poi ogni vostra spedizione venga bloccata per essere esaminata come se fosse un carico d'armi quando invece sono magari solo vestiti, con i relativi ritardi e problemi di consegna.  

Da "Vado a Vivere a New York" di Stefano Spadoni. Clicca qui per comprare il libro.






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Timbri, sigilli, licenze e permessi



Mentre in Italia una società si identifica con un timbro, negli Stati Uniti si usa un sigillo che stampa a rilievo sulla carta (sotto si incolla a volte un apposito circolo di carta adesiva colorata).

Il sigillo viene usato in tutti i documenti ufficiali e non certo per versare un assegno in banca e viene conservato con la documentazione legale societaria.

Di solito viene fornito assieme agli altri documenti dall'avvocato o dal servizio su internet che vi apre la società; oppure potete ordinarlo voi a varie aziende specializzate: il tutto è contenuto in una custodia rigida di cartone nero con il nome della società scritto a lettere dorate sul dorso.

Questo è "il paesaggio" che spesso vedete all'interno degli uffici legali o dei commercialisti che li accatastano dove possono, anche perché vista la facilità ad aprire un'azienda il loro numero lievita in continuazione.


Se per aprire una società e operare commercialmente non servono autorizzazioni particolari, per svolgere alcune attività dovete munirvi di una licenza. Per esempio serve una licenza per gestire un negozio di prodotti elettronici o riparazioni relative, ristoranti, garage, lavanderie pubbliche, vendita di auto usate ecc.

Ciascuna licenza dipende da un Dipartimento diverso della città o dello Stato a cui bisogna rivolgersi. Bisogna dire pero che, al contrario di quanto avviene spesso in Italia le pratiche per una licenza sono di solito molto veloci. Lo scopo delle licenze è sostanzialmente quello di garantire la cittadinanza della bontà del servizio offerto e non quello di creare numeri chiusi.

Questo lo potete vedere benissimo dal fatto che a New York, per esempio, i ristoranti sono spesso uno accanto all'altro se non addirittura uno sopra all'altro, senza restrizioni di area.

Le uniche limitazioni areali sono di fatto quelle imposte ai locali a luci rosse che non possono essere vicine a luoghi di culto e a scuole, ordinanza che ha provocato la loro quasi totale chiusura nella zona di Times Square. Le licenze più difficili da ottenersi sono quelle riguardanti i liquori e la vendita di armi. Riguardo ai liquori, la licenza viene rilasciata dalla Liquor Authority ma un'importanza enorme ha il quartiere. Molti ristoranti hanno perso la loro licenza a causa di lamentele del quartiere o perché non si è consentito il passaggio della licenza ad un nuovo proprietario.

Di fatto nella zona Downtown di New York ottenere una nuova licenza alcolici, particolarmente per un bar è diventato impossibile.


Da "Vado a Vivere a New York" di Stefano Spadoni. Clicca qui per comprare il libro.






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