29 gennaio 2013

Asheville, la capitale americana dell'economia di scambio

Asheville, North Carolina
Se c’è una città in cui la condivisione di cibo, cultura, socialità e l’autorganizzazione di servizi e spazi di gratuità sono prassi diffuse, quella è Asheville, negli Stati uniti. Orti urbani liberamente accessibili, banca del tempo, spazi gratuiti per iniziative culturali, ciclofficine, negozi per lo scambio, bar/librerie dell’usato, ma anche escursioni tra montagne e torrenti, cene collettive, serate di danze popolari e buona musica, attività per bambini, assistenza sanitaria gratuita. In molti casi, qui, i dollari non sono un requisito indispensabile. Sul mutuo aiuto contro la recessione, spiega un cittadino di Asheville: «Ci aiutiamo a vicenda. Non è complicato».

Asheville, nella Carolina del Nord, si trova tra le montagne dell’Appalachi del Sud, una regione ricca di tradizioni di condivisione. Storicamente, il relativo isolamento delle montagne e la necessità di far le cose con poco hanno fatto diventare le relazioni di comunità un mezzo per sopravvivere. Insomma, condividere musica, cibo, storie e medicina non è una novità. Spiega un nativo di Ashevillian: «Ci aiutiamo a vicenda. Non è complicato». Oggi, la cultura di condivisione ad Asheville è un mix di tradizioni e cosmopolitismo. La recessione economica degli ultimi cinque anni ha stimolato una grande varietà di attività comunitarie e progetti per i quali i dollari non sono un requisito. 

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Consigli pratici su come avviare una web micro-impresa negli Stati Uniti


100Startup è il titolo di un manuale how-to su come fare impresa attraverso gli strumenti offerti dal web.

Più che di piccola e media impresa in questo libro si parla spesso di micro-impresa e sono diversi gli esempi di professionisti citati che hanno cominciato con appena 100 dollari di investimento (di qui il titolo) e un blog specifico dove convogliare una nicchia di lettori-utenti-spettatori-consumatori.

La lettura di questo utilissimo manuale, unitamente alla mia attività di job-watching nei soggiorni americani, mi ha fatto venire l'idea per esempio del workshop on line su come trasferirsi, vivere e lavorare a New York. Lanciato nel giugno 2012, il workshop è stato seguito da oltre 40 utenti che hanno pagato 25 euro per visionare gli 11 video da me realizzati. Da poco li ho resi visibili a tutti in occasione dell'avvio dell'Anno della Cultura Italiana  negli Stati Uniti.
 
Questo tipo di workshop low-cost è molto diffuso negli Stati Uniti e attiene alla prima regola del self-marketing: il tuo lavoro ha sempre e comunque un valore. In Italia questo tipo di consulenza viene sempre scambiato per una sorta di favore, ignorando o fingendo di non sapere che fornire informazioni è un lavoro come tutti gli altri.

L'autore di  100Startup, Chris Guillebeau, questa regola l'ha imparata benissimo al punto che offre gratuitamente dei preziosi contenuti sul suo sito su come muovere i primi passi per fare micro-impresa sul web. Clicca sui link per scaricare i sei documenti in pdf.







Il libro di Guillebeau è disponibile anche in versione italiana. Clicca qui per leggere la scheda.








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Tutte le parole della cucina per farsi capire in inglese



Ci sono tanti corsi che aiutano migliaia di italiani e centinaia di aziende a imparare l’inglese.

A loro volta i corsi sono tarati su qualsiasi necessità ed esigenza professionale al fine di contribuire concretamente a rendere i professionisti che vi partecipano maggiormente competitivi sui nuovi mercati internazionali e rispondere, dunque, efficacemente alle complesse sfide imposte dalla globalizzazione.

A farla da padrone sono i corsi di inglese giuridico, a seguire quelli nei settore dell'hi-tech e del marketing. Un settore curiosamente scoperto è quello della cucina ma il motivo c'è. Nei paesi anglosassoni, Stati Uniti e Gran Bretagna su tutti, mangiare è una necessità e non anche un piacere. 

Gli italiani, si sa, sono i maestri della tavola e molti di questi che decidono di aprire un ristorante o lavorare come cameriere hanno di contro un problema: la scarsa conoscenza dell'inglese in generale e del gergo specifico del loro lavoro.

Di qui l'esigenza di studiare e approfondire l'argomento. Clicca qui per scaricare il documento in pdf del manuale in lingua inglese con tutte le parole per lavorare nei settori food & beverage. 






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La fantametropolitana nella Grande Mela del 1870

Nel 1912 gli operai della Degnon Contracting Company, mentre scavavano il nuovo tunnel della metropolitana sotto Broadway, a New York, videro crollare la parete che stavano forando, e di fronte a loro si aprì una vasta oscurità. Una volta entrati attraverso il grande buco, le loro torce illuminarono un’enorme sala decorata sfarzosamente: lampadari a gas, divanetti e poltrone, dipinti alle pareti e pannelli affrescati erano ormai ingrigiti da uno spesso strato di polvere. Poco più in là, uno strano vagone cilindrico era poggiato sui binari che sparivano in un buio tunnel. Era la stazione della metropolitana pneumatica di Beach, ancora intatta dopo più di 40 anni. 

Oggi Beach è una figura quasi dimenticata dalla storia ufficiale, destino tipico di chi è troppo avanti rispetto ai suoi tempi. Nella seconda metà dell’800 il traffico a New York era divenuto congestionato ed invivibile; la città era in mano al corrotto sindaco William "Boss" Tweed, che essendo ammanicato con tutte le maggiori compagnie ferroviarie del tempo non aveva alcun interesse a cambiare lo stato delle cose. Più il traffico aumentava e diventava caotico, più gente avrebbe preso il treno per spostarsi.

 
Fonte: blog "Bizzarro Bazar".






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