28 gennaio 2013

Oscar Farinetti: "Tutto il mondo vuole mangiare e vestire italiano"


Oscar Farinetti è l'inventore di Eataly con sedi a New York, Tokyo, Roma e Torino, quest'ultima la città dove è nato questo particolare paradiso delle eccellenze culinarie di tutte le regioni italiane proposte e aggiornate ai tempi moderni secondo i ritmi dello slow food e dell'eco sviluppo sostenibile. Secondo Farinetti, mai come ora tutto il mondo è interessato e vuole "mangiare e vestire italiano", solo che gli italiani - soprattutto i politici - non hanno voglia di lavorare per fare in modo che ciò diventi realtà e quindi creare più turismo e più occupazione con un contestuale abbassamento del costo del lavoro.

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A proposito di campagne marketing per il cibo made in Italy, Foodbus non è certo da meno a Eataly. Si tratta di un road show di degustazioni culinarie nelle maggiori città americane ideato dal pastificio abruzzese Delverde, presente negli Stati Uniti da trent'anni. Gli aspetti interessanti sono due: la sinergia con altri brand italiani e il focus della campagna promozionale incentrato sull'insegnare a cucinare partendo dalla scelta degli ingriedenti giusti. Si replicherà l'esperimento a metà 2013.

    Il Foodbus Delverde

Ecco il resoconto dell'esperienza nel 2012. In viaggio da New York a Washington per promuovere il gusto italiano. Il road show a bordo di un bus lungo oltre 12 metri ha preso il via da New York sotto l'egida dello storico pastificio abruzzese 'Delverde' in collaborazione con altre aziende italiane del settore food e bevarage come Zonin, Auricchio, Caffè Vergnano, Ferrarelle, Fratelli Beretta, Lucini, Montosco. 

Il 'Foodbus' - a cui anche il prestigioso New York Times ha dedicato una pagina - è stato attrezzato con una cucina professionale e un'area lounge dove degustare le specialità 'Made in Italy' e promuovere la cultura culinaria italiana attraverso una formula itinerante. Il bus farà tappa nelle principali città del nord est degli Stati Uniti e terminerà il suo viaggio nella capitale Washington, in tempo per il 'Fancy Food' dal 17 al 19 aprile, durante quella che è definita la più grande fiera del 'food' che si tiene negli Stati Uniti. Nel corso del tragitto, nel bus, dipinto di verde e giallo come i colori delle confezioni dei prodotti Delverde, saranno serviti oltre 15 mila piatti assaggio e distribuiti buoni sconto per un valore di 50 mila dollari.

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I quattro tipi di reati che commettono i turisti italiani a New York

                                                                           
Germana Giordano

È nata a Bari e vive ad Harlem, pronuncia arringhe nei tribunali di New York ed è un’appassionata di yoga, il marito è un afroamericano e l’attore preferito, Denzel Washington, lo ha incontrato in un club: neanche 40 anni, laurea a Bari, identità a cavallo fra Italia e Stati Uniti, Germana Giordano si dedica alla missione quotidiana di togliere dai guai i nostri connazionali responsabili di reati penali a New York e dintorni.  

Nel suo ufficio legale al 250 di Park Avenue passa la maggioranza dei turisti italiani che infrangono la legge nella Grande Mela. Per lei, che di solito si occupa di omicidi e gravi reati, seguire gli italiani rimasti imbrigliati nella giustizia americana è quasi una missione. La scelta di parlare con «La Stampa» nasce dalla convinzione che «alla radice dei problemi in cui inciampano i turisti c’è la scarsa conoscenza di come funziona la legge Usa». Dunque è opportuno preavvertire in anticipo cosa si rischia in caso di reati penali. La Giordano infatti è una penalista o meglio, forse l’unica penalista fra gli avvocati italiani che affiancano il Consolato nel soccorrere i connazionali in difficoltà. «I reati più comuni sono di quattro tipi - esordisce - urinare in pubblico, rubare nei negozi, bere in pubblico e fumare in luoghi dove è proibito». Da un punto di vista strettamente numerico coloro che «urinando in pubblico vengono arrestati sul fatto» sono i più numerosi: fra i 20 e 30 casi l’anno. Si tratta di uomini, giovani e adulti, che si comportano a New York come in una qualsiasi città italiana. Si appartano in un luogo e fanno i loro bisogni. «Ma un agente li vede, li avvicina, li ferma e li arresta» nella loro «più totale incredulità e spesso fra vivaci proteste». 

Clicca qui per continuare a leggere l'articolo di Maurizio Molinari per "La Stampa". 

E' di qualche giorno fa invece la brutta avventura capitata ad un avvocato italiano a New York che questa volta si è trovato dall'altra parte della barricata. Non ha pagato il conto al ristorante e ha passato una notte in cella.

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