28 aprile 2013

Ricordo di Antonio Meucci, l'italo-americano che inventò il telefono



Monumenti a New York dedicati a Giuseppe Garibaldi e Giuseppe Mazzini

Le rivoluzioni e le guerre del 1848 provocano il movimento di migliaia di esuli e profughi: per l’Italia e l’Europa, è la prima volta nella Storia. Per qualcuno, però, occorre addirittura mettere un Oceano tra sé e, magari, una condanna già passata in giudicato. Spesso, in questi casi, la meta sono gli Stati dell’America Meridionale, nati da poco – oppure, più di frequente, un nuovo continente che si è appena dato una Costituzione unitaria – gli Stati Uniti d’America.

Gli intellettuali americani simpatizzano per il movimento risorgimentale sin dal 1848. A Giuseppe Garibaldi, come del resto allo stesso Giuseppe Mazzini esule a Londra, la diplomazia americana a Roma offre assistenza per la fuga nell’estate del 1849. Il 27 giugno 1850 Garibaldi salpa da Liverpool per New York a bordo di una nave americana. Il suo arrivo è preceduto dai giornali che ne danno notizia con articoli di grande plauso, mentre i rifugiati italiani preparano i comitati di benvenuto. I più giovani si uniscono alla Guardia Italiana, un corpo militare di New York che si addestra in attesa di tornare in Italia per combattere per l’unificazione del Paese.

Monumento dedicato ad Antonio Meucci al Garibaldi-Meucci Museum (Staten Island, NY)

Garibaldi trova ospitalità a Staten Island nella casa di Antonio Meucci. Antonio Meucci e Giuseppe Garibaldi si incontrano a una delle manifestazioni organizzate dagli italo-americani all’arrivo di Garibaldi. Garibaldi in questa casa rimane per 6 mesi consecutivi e solo dieci anni dopo sarebbe diventato l’eroe dell’unificazione d’Italia ma ancora non lo sapeva.

Meucci sbarca a New York insieme a sua moglie Ester nel 1850. Gli Stati Uniti per loro sono stati un ripiego, una prima destinazione, e nella biografia di Antonio Meucci, si rileva che in effetti Meucci qui non ha trovato l’America, l’aveva trovata a Cuba, dove era emigrato partendo da Firenze. Quindi gli Stati Uniti per lui e sua moglie Ester non hanno rappresentato una vera chance nella vita. Perché pur avendo inventato il telefono, Antonio Meucci non fu mai in grado di riconoscerne la paternità. Nel video qui sotto il racconto dell'avvincente disputa legale con Bell.



Il 26 aprile 2013 negli archivi del National Museum of American History, gli studiosi hanno recuperato la voce, registrata su un disco di cera, di Alexander Graham Bell, l'uomo che ha sfruttato il brevetto di Antonio Meucci e ha commercializzato per primo il telefono.

Il suono non ha certo la qualità del cd o di un mp3, ovviamente. Il rumore di fondo è quasi più forte della voce stessa. Ma le parole (o meglio i numeri, visto che gran parte della registrazione sono cifre lette a caso) si distinguono e fa un certo effetto sentire una voce incisa il 15 aprile 1885, quasi 130 anni fa. 

Dopo la lettura dei numeri, arriva la firma: "Questa registrazione è stata fatta da Alexander Graham Bell, alla presenza del dottor Chichester A. Bell, il 15 aprile 1885 al Volta Laboratory, 1221 Connecticut Avenue, Washington D.C.. Ascoltate la mia voce, Alexander Graham Bell". Altre registrazioni di quel periodo fatte da Bell includono anche poesie di Shakespeare e in un audio del 1881 si sente anche la voce del padre dell'inventore, Alexander Melville Bell.

Il National Museum - che appartiene allo Smithsonian Institute, istituto di ricerca amministrato e finanziato dal governo degli Stati Uniti - ha trovato il disco tra le 200 registrazioni della collezione Bell, alcune tra le più antiche incisioni di suono mai fatte. La voce di Bell, diventato famoso per il telefono ma precursore delle tecniche di registrazione audio, è stata individuata grazie ai tecnici della Biblioteca del Congresso e del Lawrence Berkely National Laboratory, in California.

"Identificare la voce di Alexander Graham Bell, l'uomo che ci ha portato la voce di tutti gli altri, è un grande momento nello studio della storia", ha detto John Gray, direttore del museo. Ascoltare gli audio registrati in quei dischi di cera è stato possibile solo grazie e a una nuova tecnica, messa a punto nel 2011, che fa uso di una telecamera 3D. Dischi inutili fino a quel momento perché non c'era modo di ascoltarli. 









 


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