24 marzo 2013

Scuole d'italiano per stranieri negli Usa in franchising con Learn Italy

   

Chissà se Massimo Veccia immaginava che un giorno avrebbe aperto una scuola di lingua e cultura  italiana New York. Che avrebbe stretto la mano ai giornalisti del New Yorker e del New York Times, e ricevuto 5-6 email al giorno di persone che vorrebbero insegnare italiano all’estero o aprire una scuola di italiano. “No - risponde - non lo immaginavo, ma ho trovato intorno a me gente appassionata che mi ha spinto a fare sempre meglio. Molti vogliono andare a vivere all’estero, e vogliono far conoscere la propria cultura, un binomio davvero bello, ma ancor più bello è che funziona”. 

Ma c’è davvero interesse nel mondo ad apprendere l’italiano?
Sì, più di quanto pensassi. Provengo da una famiglia di imprenditori nel ramo dell’educazione che,  già a partire dagli anni ’70, organizzava viaggi studio riuscendo a coinvolgere in esperienze formative gruppi di 150/200 studenti. L’idea di Learn Italy è nata cinque anni fa. In occasione di un viaggio a Toronto con la mia compagna Roberta,  sono entrato in contatto con una grande comunità di emigranti, innamoratissima dell’Italia. Lo ripeto: innamoratissima. I loro figli, spesso professionisti e cosmopoliti,  volevano imparare l’italiano sia per recuperare le loro radici, sia perché volevano accostarsi ad una lingua bella, musicale ed  allegra come la nostra. Inoltre, la repentina crescita dei viaggi studio e culturali fra Nord America ed Italia, esplosa negli ultimi anni, mi ha ulteriormente spronato a voler concorre nella straordinaria missione di diffondere la lingua e la cultura italiana oltre oceano.

Però da Toronto sei arrivato a New York.
Non è New York la città in cui tutto può accadere?  Nel 2009 ho conosciuto una persona squisita: la Signora Barbara Dick proprietaria del New York Language Center, la più grande ed importante scuola di inglese di New York, attualmente scuola partner di Learn Italy. Barbara mi disse “Ma perché non prendi un’aula nella mia struttura e crei qui una scuola d’italiano?”. Avrei dovuto pensarci un po’, ma non l’ho fatto. Ho detto subito di sì, in maniera molto americana. Forse ero contagiato dall’energia di questa città meravigliosa. E così abbiamo iniziato, senza sapere come sarebbe andata. Inaugurammo la scuola di Midtown il 23 febbraio 2010, con una sola aula. Inizialmente avevamo solo 6 studenti, che in tre anni sono diventati oltre cinquecento. Sono sincero: non avrei mai immaginato una crescita del genere, ma il sempre efficace “passaparola” unito alla partecipazione di nuovi amici, italiani e non, che sempre più numerosi si sono avvicinati alla nostra scuola di New York, ha portato a questo incredibile risultato. Devo senz’altro gran parte  del mio successo al mio staff e alla professionalità e passione con cui hanno portato avanti insieme a me questo progetto ambizioso ed unico. Infatti Learn Italy è l’unica scuola privata di proprietà interamente italiana negli USA. Ho un mio cerchio magico fatto di donne preparate che mi aiutano, Cinzia coordinatrice di Learn Italy Group, Veronica coordinatrice di Learn Italy USA, Laura, coordinatrice Didattica e Federica, la nostra consulente per l’espansione di Learn Italy Group in nord america.

Ma non ci sono già tante scuole di italiano a New York?
Ci sono tante scuole d’italiano, ma la sfida è averla fatta con italiani che hanno studiato in Italia, e la differenza non è da poco! Noi, il “Made in Italy”, lo mettiamo tanto nella qualità delle nostre lezioni quanto nelle attività che promuoviamo! La lingua da sola non basta. Periodicamente, all’interno della scuola e nei ristoranti nostri partner,  organizziamo, tra le tante attività,  una serie di eventi culturali (con la partecipazione di  scrittori, artisti, musicisti per promuovere la loro immagine) ed enogastronomici. 

Ma chi sono questi studenti americani?
Abbiamo fatto un piccolo censimento: il 52% è di origine italiana, ma io prescinderei dal dato etnico, visto che l’altro 48% ama semplicemente l’Italia, la cultura, lo stile di vita. Un fascino assoluto che esercitiamo negli Usa più che in altri Paesi Europei nei quali, storicamente, incontriamo anche rivalità e pregiudizi. Sfido chiunque a presentarmi un americano che detesta l’Italia!  Non lo troverà mai. Noi rappresentiamo per loro il Paradiso in Terra, e lo saremo a lungo. Cibo, vino, bel canto, design, moda, belle macchine…. Mettiamoci anche uomini e donne belle ed eleganti. Non ci manca proprio nulla. E l’elenco potrebbe ancora allungarsi. Tu vai in America, e ti senti orgoglioso di essere italiano. E questa cosa non succede dappertutto, te lo garantisce  uno che ha viaggiato tanto.

Succede anche in America Latina
Esatto, e infatti ci estenderemo anche lì ben presto, con due sedi in due importanti città.

Learnitaly poi rilascia anche dei certificati che fanno molto gola?
Siamo la sola scuola negli Stati Uniti autorizzata e riconosciuta dall’ Università per Stranieri di Siena, per formare e certificare sia professori italiani, che possono sostenere da noi l’esame DITALS, che studenti che volessero conseguire il CILS, che certifica l’apprendimento dell’italiano come seconda lingua. Ma, al di là del titolo, perché io non amo tanto le carte,  ciò che fa la differenza è il fatto che da noi si può contare sulla presenza di professori italiani competenti che si occupano della didattica con metodo e passione. Quindi, a chiunque abbia il sogno di entrare nel mondo della diffusione della lingua e della cultura italiana, io consiglio di puntare molto sulla qualità. Perché paga. Non solo sul lungo termine, ma anche nel breve.

Fonte: Voglio Vivere Così.









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4 commenti:

  1. "Aspetta, come si chiamavano quei due programmi di Raisat Extra che adoravo?- Off- la tv che...meglio di no- Le forme brevi della tv. Di Luca Martera." Digito.
    E guarda un po' quanto altro ben di Dio trovo...A ricordarmi che oltre alla nostalgia per la tv del passato, c'è un futuro da inventare, e un presente di cui non ci si deve accontentare. Serendipity.
    "Thank you for inspiring me", credo si dica dalle tue parti.
    Chissà mai che, un giorno di questi, non diventino anche le mie.

    Alice

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  2. Grazie dei complimenti, Alice. You made my day.

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  3. ...You made mine! Buon lavoro, continua così.

    A

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  4. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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