8 marzo 2013

Conflitto di interessi tra politica e affari: il questionario di Obama del 2008

Nel novembre 2008, pochi giorni dopo la prima vittoria alle elezioni di Barack Obama, un questionario di 63 domande fu spedito agli aspiranti 8 mila collaboratori che sarebbero andati ad occupare i posti nella futura amministrazione nelle varie mansioni: da quelli considerati top jobs, come i vertici dei ministeri o quelli alla Casa Bianca, a quelli più impiegatizi.  

La lista di domande era talmente invasiva, approfondita e indiscreta che qualcuno sarà stato sicuramente spinto (o costretto) a rinunciare. Sette pagine, 63 domande, che non lasciano fuori nulla della vita privata, professionale, virtuale e in un caso perfino dei pensieri dei candidati all'assunzione e delle loro famiglie. La lista dei quesiti è stata mandata per email a tutti coloro che il Transition team guidato da John Podesta vuole considerare per gli incarichi di alto e medio livello. 

Si tratta dunque di un documento mirato a scandagliare a fondo ogni possibile conflitto d'interesse del candidato ed è particolarmente utile andarselo a rileggere a distanza di 5 anni per capire come funziona la mentalità americana quando si fanno affari e politica. Un pericoloso mix che in Italia ha prodotto commistioni patologiche tra pubblico e privato e che suona di particolare attualità per l'esperimento di democrazia diretta attraverso il web del Movimento 5 Stelle guidato da Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio.

Il "questionario di Obama" è diviso in otto capitoli: esperienza professionale, scritti e pubblicazioni, rapporti e affiliazioni, situazione finanziaria, informazioni fiscali, procedimenti legali o giudiziari, aiuti domestici, varie. C'è di tutto, di più: possedete una pistola? Avete mai scritto una email che possa imbarazzare il presidente-eletto? La vostra donna delle pulizie, l'autista, la baby-sitter sono in regola con il permesso di soggiorno? Avete pagato tutti i loro contributi? Voi o vostra moglie siete in regola col fisco? Avete mai fatto parte di un'organizzazione o associazione di qualsiasi tipo, che discrimina sulla base di genere, razza, tendenza sessuale, religione o è sospettata di farlo? Siete mai stato arrestato o indagato da un'autorità federale, locale, militare, straniera? Lo è stato un vostro partner d'affari? In quali vicende controverse siete stati coinvolti? 

«Il presidente eletto Obama ha promesso di cambiare il modo in cui funziona Washington e il processo di selezione esemplifica questa esigenza», ha spiegato al New York Times la portavoce del Transition team, Stephanie Cutter. Nel mirino sono soprattutto i rapporti con le lobby. I candidati devono rivelare ed eventualmente documentare (quesito 5) se loro o le loro spose abbiano lavorato per un gruppo di pressione o ricevuto da questi pagamenti. E devono rendere conto (domanda 18) se hanno mai avuto rapporti di qualsiasi genere (mutui, depositi, portafogli, azionari etc.) con banche o istituti che beneficiano del piano di salvataggio pubblico approvato dal Congresso, compresi Fannie Mae, Freddie Mac, Aig e Washington Mutual, quelli cioè salvati dalla bancarotta. E se pensate che i pensieri più intimi siano fuori, andate al quesito 14: «Se tenete o avete mai tenuto un diario, che potrebbe suggerire un conflitto di interesse o una possibile fonte di imbarazzo per voi, la vostra famiglia o il presidente eletto, per favore descrivetelo».

Clicca qui per scaricare il questionario in lingua inglese dell'amministrazione Obama.








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