11 febbraio 2013

Una piattaforma unica per far conoscere i prodotti italiani oltreoceano


Nell’ambito delle attività internazionali l'Unione degli industriali del Lazio ha organizzato di recente un workshop dal titolo “Crescere nel mercato USA: come vendere e radicarsi” dedicato alle possibilità di esportare i migliori prodotti laziali ed investire negli Stati Uniti. Hanno introdotto i lavori Micaela Pallini, presidente della sezione Alimentari di Unindustria e amministratore delegato della Pallini Spa, e Fernando Napolitano, uno dei più importanti promoter delle eccellenze italiane presso gli investitori Usa, che ha fondato l’Italian Business & Investment Initiative di New York “con l’obiettivo – ha ricordato durante l’incontro – di creare un ponte di business permanente tra Usa ed Italia e far conoscere al mercato Usa le grandi opportunità che il nostro Paese può offrire”, cominciando, ad esempio, dal know how tecnologico italiano molto competitivo ma ancora poco internazionalizzato.

 Micaela Pallini
 
“Il mercato americano – ha detto Micaela Pallini – può essere molto strategico per le aziende italiane perché sa affermare il valore di un marchio che, nonostante il made in italy sia da sempre molto apprezzato oltreoceano, non ha saputo ancora imporre il proprio prodotto, in particolare nel settore agroalimentare, attraverso la creazione e valorizzazione di un brand nazionale in grado di penetrare il mercato americano e quello asiatico, come invece è riuscita a fare la Francia con il suo prodotto più importante, il vino. Con questo incontro vogliamo quindi approfondire la conoscenza di questo mercato, complesso ma potenzialmente molto redditizio per le nostre imprese, soprattutto riguardo l’aspetto finanziario che è certamente uno dei nostri punti di debolezza”. “Nel Lazio - ha concluso Pallini – in particolare l’export è ancora limitato al di fuori dell’Unione Europea ed il suo peso sul totale nazionale delle vendite all’estero è limitato al 4,4%. I settori trainanti, come il farmaceutico e la chimica, stanno attraversando un periodo di forte crisi per la chiusura di alcune importanti multinazionali sul territorio. Dobbiamo quindi, anche attraverso le iniziative di Unindustria, lavorare per facilitare l’ingresso nel mercato Usa anche ad altri settori, soprattutto quelli di alta specializzazione”.

Alle oltre 50 aziende presenti all’incontro, sono state illustrate le caratteristiche del mercato USA ed i dettagli per investire e conquistare una fetta di mercato. Nel 2011 gli Stati Uniti hanno importato beni per un controvalore pari a circa 2,2 miliardi di dollari e tale valore nei prossimi dieci anni aumenterà a oltre 4 miliardi di dollari. Per un Paese a forte vocazione manifatturiera quale l’Italia, quindi, l’accelerazione della crescita delle esportazioni verso gli USA, soprattutto nel settore alimentare, rappresenta un’occasione da non perdere.

Paolo Timoni


Paolo Timoni, fondatore della startup americana Exagoga LLC Advisory, presentando agli imprenditori presenti i servizi della sua società che ha creato una piattaforma per diffondere i prodotti italiani oltre oceano, ha evidenziato che per migliorare l’andamento dell’export italiano verso il mercato americano e asiatico è necessario individuare nuovi modelli di business e favorire l’aggregazione delle migliori piccole e medie imprese del nostro Paese, con ampio potenziale di sviluppo, realizzando piattaforme distributive condivise e specializzate per settore, con un apporto di risorse manageriali e capitali e un modello di business basato sulla condivisione di rischi e benefici economici. Alan D’Ambrosio, vice presidente del prestigioso studio newyorkese McDermott Will & Emery LLP, ha infine approfondito gli aspetti fiscali e contrattuali per intraprendere rapporti commerciali con i clienti americani.

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