15 febbraio 2013

Fare business con gli articoli sportivi negli Stati Uniti



Da sempre uno dei settori di punta dell'economia americana è lo sport inteso come industria che produce ed esporta articoli in tutti il mondo. Ogni anno la National Sport Goods Association organizza a Palm Beach, in Florida, l'esposizione internazionale del settore con operatori provenienti da. tutto il mondo. 

Per capire meglio il rapporto tra business e cultura sportiva, è di particolare interesse quest'intervista di Umberto Mucci per L'OpinioneJerry Colangelo, coach e poi manager di successo, vera icona dello sport a stelle e strisce, e responsabile del team olimpico Americano di basket che ha riportato gli Usa al successo a Pechino nel 2008 e poi a Londra nel 2012.

Ci sentiamo onorati di poterle chiedere, Mr. Colangelo: perché lo sport è così importante nella cultura americana e cosa rappresenta per la costruzione del sogno americano?
Lo sport è stata parte della cultura dell’uomo fin dai tempi dell’epoca greco-romana e la società americana deve proprio a ciò lo sviluppo così forte al suo interno della partecipazione sportiva e competitiva. Assistere e partecipare allo sport professionistico è diventato un passatempo degli Americani alla fine del XIX secolo: la gente segue le proprie squadre con grande passione perché è indice di rispetto del senso dell’onore, di adesione e di appartenenza.

Nel suo ultimo libro, “Return of the Gold”, lei condivide con i lettori l’esperienza di Presidente e Direttore della squadra olimpica di basket maschile statunitense: un grande successo che, dopo la clamorosa sconfitta del 2004, ha riportato la medaglia d’oro agli Stati Uniti. E’ stata una impresa non solo come successo sportivo, ma anche come un ottimo esempio di come puntare in alto e costruire una leadership vincente: nessun altro era riuscito in precedenza - e sarebbe riuscito allora - a convincere atleti miliardari, le stelle più importanti del basket mondiale, a scendere in campo per qualcosa di più grande della loro carriera professionistica, come le Olimpiadi. Ci dice qualcosa a riguardo?
Il desiderio di vincere una competizione è parte di una cultura che spinge ad essere il numero uno e a raggiungere gli obiettivi che portano alla vittoria: è una questione di leadership, una parte fondamentale del raggiungimento del successo in qualsiasi campo. Il mio coinvolgimento con il basket olimpico americano mi ha offerto l’opportunità di contribuire a cambiare una cultura che aveva bisogno di essere modificata e anche di rinnovare il modo in cui il mondo del basket guarda all’America. Io lo definisco “il mio viaggio”, e mi ha permesso di condividere nel libro un messaggio di incoraggiamento per tutti coloro che hanno voglia di mirare in alto, di raggiungere il proprio massimo e non hanno paura di farlo anche se rischiano di non riuscirci. Questo impegno aveva l’esplicito obiettivo di riscattare il programma del basket olimpico americano che aveva avuto così grandi successi in passato e siamo stati felici ed orgogliosi di averlo potuto raggiungere con classe e dignità, coinvolgendo atleti di un talento unico a livello mondiale come Kobe Bryant, Dwayne Wade, LeBron James e Carmelo Anthony che hanno avuto l’orgoglio di poter servire con il loro talento la loro patria.

Fonte: Umberto Mucci a Jerry Colangelo per L'Opinione.






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