13 febbraio 2013

Equivoci e fraintendimenti quando italiani e americani fanno business


Spesso si dice che gli Americani sono un popolo giovane e per questo sono dei bambini, ma bisogna ricordarsi che spesso un bambino di l0 anni vi batte ai videogiochi. Inoltre che per fare affari con un bambino, per esempio per vendere giocattoli, bisogna ragionare come lui.

Il grande pittore Chagall diceva che aveva impiegato anni ad imparare a disegnare come un bambino, non so se sia vero o se semplicemente non sapesse dipingere in altro modo, comunque è una frase felice per esprimere ciò che dovete fare voi.

Se dovete fare business con gli Americani non dimenticatevi mai che prima dovete imparare il loro modo di pensare, altrimenti fate l'errore dei vecchi che, perché si sentono più maturi, non riescono più a comunicare con i giovani.

C'è un altro esempio molto utile per capire cosa accade trasferendosi in America. Con la tastiera italiana si può scrivere in inglese, con la tastiera inglese si fa molta più fatica a scrivere in italiano per via che mancano le vocali accentate e bisogna ottenerle premendo tasti opzionali.

Allo stesso modo funziona fra Italia e America, ma bisogna imparare che i tasti sono spostati e che alcuni tasti, come le vocali accentate, non vanno quasi mai premuti perché in inglese gli accenti sono rarissimi.

Nel fare affari è la stessa cosa: bisogna prima imparare dove sono i tasti spostati e poi capire che certi nostri accenti qui non servono. A quel punto la vostra "tastiera mentale" più completa vi porta notevoli vantaggi.

Spesso si può persino vendere senza sbarcare negli Stati Uniti, ma semplicemente vendendo ad una ditta americana. Semplice?

Non per gli italiani, a quanto dicono le aziende americane.

Il problema dei campioni pare infatti sia qualcosa di incomprensibile per la controparte americana. Infatti quando si chiede un campione ad un produttore in Italia, il più delle volte bisogna fare la guerra per ottenerlo perché l'azienda vorrebbe prima che si impegni ad acquisti futuri.

Insomma vuole trasformare l'invio del campione in un ordine.

"Ma lo pago, magari, un prezzo maggiore" dice l'americano. "Non è per voi sempre una vendita in più?".

No, l'italiano non ragiona così. Inviare un campione gli pesa.

Il consiglio è invece di farlo: non si può mai sapere cosa si può sviluppare in proposito.

Dal libro "Vado a Vivere di New York" di Stefano Spadoni. Clicca qui per comprare il libro.









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