1 febbraio 2013

Come esportare dall'Italia prodotti alimentari e alcolici negli Stati Uniti


Per gli italiani che vivono all’estero è sempre piacevole trovare in un angolo di America un prodotto proveniente dall’Italia. Sia che sia un vino o un prodotto alimentare, non fa differenza, l’importante è che sia italiano. Si è felici di trovare un pezzo di Italia, ma non ci si chiede cosa sia stato necessario perchè quel pezzo d’Italia approdasse sullo scaffale di un negozio americano.

Chi desidera esportare prodotti alimentari e bevande alcoliche negli Stati Uniti d’America deve seguire la procedura instaurata subito dopo l’attentato dell’11 settembre. Gli eventi dell’11 settembre hanno rafforzato la necessità di migliorare la sicurezza degli Stati Uniti. Da allora, il Congresso ha approvato diverse leggi per preparare al meglio la nazione.

Una di queste leggi è il Public Health Security and Bioterrorism Preparedness and Response Act del 2002 (“BTA”), che prevede norme specifiche per proteggere il popolo americano da un attacco terroristico potenziale o reale che può essere perpetrato attraverso la fornitura di prodotti alimentari e alcolici. La Food and Drug Administration (“FDA”), l’ente che controlla che i prodotti alimentari e gli alcolici importati negli Stati Uniti siano sicuri e non rappresentino un pericolo per la nazione, applica le norme e la procedura dettate dal BTA. Infatti, controlla sia prodotti nazionali che esteri al momento della loro entrata nel porto d’ingresso.



Per dare efficacia alle disposizioni della legge contro il bioterrorismo, la FDA ha stabilito alcuni regolamenti che richiedono che le strutture nazionali ed estere che producono e confezionano prodotti alimentari e alcolici diretti negli Stati Uniti siano registrate presso la FDA, abbiano nominato un agente in America che tenga i rapporti direttamente con la FDA, e notifichino la FDA prima di spedizioni di prodotti alimentari o alcolici.

La registrazione presso la FDA viene effettuata presso questo sito. Il soggetto interessato crea un proprio profilo con una password. L’essere registrati con la FDA è indice solamente che il soggetto è in regola con il BTA, e non che i prodotti alimentari o gli alcolici importati siano in regola con le norme della FDA. La FDA si riserva il diritto d’ispezione al momento di entrata nel porto d’ingresso. Nel caso le informazioni fornite al momento della registrazione dovessero cambiare, è obbligatorio aggiornare il proprio profilo.


Oltre a registrarsi con la FDA, le aziende straniere esportatrici devono designare un agente statunitense che farà da tramite con la FDA. Non è necessario che gli agenti siano persone giuridiche. Un agente può essere una persona fisica, con una residenza o un domicilio professionale negli Stati Uniti, quindi, presente fisicamente in questo paese. Ogni entità può avere un solo agente ai fini della registrazione con la FDA.




Se la società esportatrice invia la merce senza designare un agente negli Stati Uniti, la FDA non permetterà a queste merci di sdoganare ed entrare nel paese. Non possono essere consegnate all'importatore o al destinatario, e saranno trattenute presso il porto d’ingresso. Ogni costo per il loro deposito è a carico della società esportatrice. L'agente stabilisce un contatto tra l'esportatore e la FDA, e fornisce un documento firmato alla FDA che attesta la veridicità delle informazioni presentate.

Ogni volta che la società esportatrice è pronta a inviare prodotti alimentari o alcolici negli Stati Uniti, deve darne notifica alla FDA entro cinque giorni dalla prevista data di arrivo dei prodotti negli Stati Uniti. Tale preavviso può essere presentato elettronicamente (internet), indicando le informazioni necessarie, quali la descrizione del prodotto o bevanda alcolica e il porto di entrata. Una volta data la notifica, la FDA assegna un numero di riferimento che deve essere allegato ai documenti di spedizione.

La FDA riserva tutti i diritti di ispezionare i carichi arrivati al porto d’ingresso e di analizzare campioni. Se dai risultati delle analisi risulta che i campioni prelevati non sono conformi agli standard, la FDA può imporre sanzioni pecuniarie, confiscare la merce, e in casi in cui la violazione è seria, richiedere un’ingiunzione al giudice. I prodotti soggetti ad ispezione sono prodotti alimentari, in generale, medicine, spezie5. Per quanto riguarda le carni, bianche o rosse, e le uova, queste possono non essere soggette al controllo della FDA, in quanto soggette all’ispezione del Ministero dell’Agricoltura, United States Department of Agriculture. Ai sensi della legge Federal Alcohol Adminstration Act, la società straniera esportatrice di bevande alcoliche, quali vino, birra e liquori, deve richiedere un supplementare permesso di base di importazione all’Alcohol and Tobacco Tax and Trade Bureau (“TTB”).
 
Gli stessi requisiti, ossia la registrazione con la FDA, la nomina di un agente negli Stati Uniti e la notifica alla FDA prima della spedizione, si applicano anche all’importazione di bevande alcoliche. In più, l’importatore deve ottenere la certificazione di approvazione dell’etichetta o “COLA7”, in modo da garantire che i prodotti siano etichettati in conformità alla normativa federale statunitense, per quanto riguarda avvertenze per la salute, i solfiti, e il contenuto alcolico.

Per conseguire una certificazione COLA, l'importatore deve presentare una domanda di certificazione di approvazione/esenzione dell'etichetta/bottiglia o "Application for and Certification/Exemption of Label/Bottle Approval", modulo TTB Form 5100.31 8 alla divisione Advertising, Labeling, and Formulation Division (“ALFD”) presso il TTB.




Gli importatori di vino naturale devono conformarsi ai requisiti di certificazione stabiliti dalla legge Miscellaneous Trade and Technical Corrections Act del 2004 per garantire che la prassi e le procedure usate per produrre il vino importato costituiscano un adeguato trattamento di cantina. Per alcuni vini d’uva importati da nazioni con le quali gli Stati Uniti d’America hanno un accordo sulla prassi enologica, tale certificazione non è necessaria.

In virtù dell’accordo enologico in vigore tra gli Stati Uniti e l’Unione Europea, vini naturali con gradazione alcolica dallo 0,5% al 22%, importati da vari paesi europei, tra cui l’Italia, non sono soggetti alla certificazione. Tuttavia, i vini di bacche e di altri frutti non sono compresi in tale accordo e, pertanto, sono soggetti ai requisiti di certificazione.

La società importatrice negli Stati Uniti non può condurre la sua attività dal paese di origine, ma deve avere una sede di affari con personale negli Stati Uniti ed ottenere un Employer Identification Number (simile alla partita IVA) con l’autorità fiscale americana, Internal Revenue Service. La società che non potesse essere presente direttamente negli Stati Uniti, deve trovare un importatore (distributore) munito di licenza. Ogni importatore deve pagare l’imposta di fabbricazione e consumo (Federal Alcohol Excise Tax) delle bevande alcoliche al momento della rimozione dal porto d’entrata doganale.

Avvocato Daniela Morrison
abilitata presso lo Stato di New York
Associate Counsel presso lo studio Valla & Associates, Inc.








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