13 gennaio 2013

Watergate: John Sirica, il giudice italo-americano che fece condannare Richard Nixon

  


Tutti sanno che Richard Nixon fu costretto alle dimissioni in seguito allo scandalo Watergate per l'inchiesta dei due giornalisti del Washington Post Bob Woodward e Carl Bernstein. Pochi sanno però che i due giornalisti furono aiutati dal giudice federale italo-americano John Sirica, che ordinò a Nixon di consegnare i nastri delle registrazioni che lo riguardavano e che il presidente stava per far distruggere. E' una vendetta della storia perché in una di queste auto-intercettazioni Nixon disse anche che "era impossibile trovare un italiano onesto". Sirica, figlio di un barbiere napoletano, fu la prova che si sbagliava.

Nel video qui sopra, Sirica, uomo schivo e molto riservato, racconta al corrispondente Rai Carlo Mazzarella nel 1978 i retroscena dell'inchiesta che lo farà diventare Uomo dell'Anno del 1973 per il Time e delle sue umili origini.

Nixon è tornato di attualità in questi giorni in occasione della cerimonia del centenario della sua nascita. Qui di seguito l'articolo dell'8 gennaio di Maurizio Molinari, corrispondente de "La Stampa" a New York
 
Richard Nixon
I sondaggi continuano da anni a indicare che Nixon resta il presidente del Novecento meno amato dagli americani e nel tentativo di rovesciare tale immagine la figlia Tricia affida l’intervento più importante della rievocazione a Bruce Herschensohn, che fu lo speechwriter alla Casa Bianca. “Nixon guardava al mondo come ad un insieme di 200 nazioni con 200 leader, studiandone ognuno e conoscendoli quasi tutti”, esordisce Herschensohn, parlando di un “talento ancora ineguagliato”. Fu tale approccio alle relazioni internazionali che lo portò all’apertura alla Cina comunista di Mao, mettendo a segno una svolta internazionale che schiuse agli Stati Uniti nuovi orizzonti e mise in difficoltà l’Urss, così come la scelta di porre fine alla guerra in Vietnam liberò l’America dalla palude di un conflitto impopolare.  

Sono argomenti sostenuti anche dal deputato repubblicano della California, Ed Royce, e dall’ex generale dei marines Melvin Spiese che davanti ad un parterre di centinaia di persone nella sede della Nixon Foundation a Yorba Linda, dove nacque in California, rendono onore al 37° presidente in una cerimonia che vede uno squadrone di jet sfrecciare in cielo e 21 colpi di cannone a salve risuonare in lontananza.  

Clicca qui per continuare a leggere l'articolo di Maurizio Molinari per "La Stampa". 









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