13 gennaio 2013

Tutti i visti e la green card per gli investitori stranieri negli Stati Uniti



Il visto B1 per fare affari

Un visto di tipo B permette ad uno straniero di entrare temporaneamente negli Stati Uniti come turista (B2) o per affari (B1).

Un turista a cui è stato concesso il visto di tipo B1 deve dimostrare che non cercherà un lavoro negli Stati Uniti. Queste sono le condizioni affinché un visto di tipo B1 possa essere concesso:
- che la sua permanenza sarà temporanea;
- che è residente al di fuori degli Stati Uniti e non intende rinunciarvi;
- che durante la sua permanenza negli Stati Uniti sarà in grado di sostenersi economicamente.

Affari non significa necessariamente lavoro negli Stati Uniti. Anzi è esattamente questo concetto che provoca la maggior parte dei problemi ai richiedenti di un visto per affari. Se il richiedente lascia soltanto immaginare, ai funzionari americani che rilasciano il visto, di avere intenzione di lavorare, così come intendiamo noi in ltalia, e cioè con la possibilità di trovare un lavoro o un “posto”, tale intendimento o fraintendimento precluderà con molta probabilità il rilascio del visto. Il visto B-1 infatti, può essere rilasciato solo per consulti di affari con associati, per negoziare un contratto, per comprare beni o materiali, per partecipare a conferenze di affari, conventions, o per fare brevi ricerche professionali, e cose simili.

Ci sono alcune eccezioni che consentono anche di lavorare per brevi periodi con il visto B-1 , ma la maggior parie di queste eccezioni sono soltanto un preludio all'ottenimento di veri e propri visti di lavoro temporaneo come l'H-3, o l'E-1/E-2.

I visti E-1 e E-2 per gli investitori

Il visto di lavoro per investimento (Treaty Trader and Investors - Tipo E-l/E-2) è considerato un visto di lavoro in un senso molto ampio e non richiede la stessa procedura dei visti di tipo H, e quindi una petizione presso l'Ufficio Immigrazione statunitense, ma viene rilasciato direttamente dall'ufficio consolare di pertinenza. Alcuni requisiti per il richiedente il visto di scambio e commercio (Treaty Trader E-1) sono:

- deve essere cittadino di un Paese con il quale c'è un trattato in materia di commercio e investimento;

- la compagnia o ditta che intende mandare il lavoratore deve essere posseduta per almeno il 50% da cittadini di quel Paese;

- il commercio o l'ammontare di scambio deve essere sostanziale, nel senso che porterà, a un ulteriore sviluppo nel volume di affari;

- lo scambio deve riguardare beni, servizi e tecnologia;

- il richiedente dovrà essere assunto in una posizione di supervisor, director, o executive, o deve comunque possedere delle qualità e capacità necessarie al funzionamento effettivo della ditta corrispondente.

È bene ricordare che il termine sostanziale non riguarda l'ammontare in denaro, ma piuttosto il volume di affari. La prova di numerose transazioni, anche se di ammontari modesti, è già di per sé una dimostrazione di un corso continuativo di scambio internazionale.

Per quanto riguarda il visto di investimento (Investor Visa - Tipo E-2) riguarda ditte che hanno investito e intendono investire negli Stati Uniti, e tali investimenti sono sostanziali. L'investitore deve direttamente seguire le operazioni negli Stati Uniti e deve dimostrare che, localmente, creerà ulteriori opportunità di lavoro, possibilmente per cittadini americani e che il volume di affari si svilupperà nel corso di un tempo ragionevole. Difficilmente sarà rilasciato un visto E-2 a chi ha intenzione di investire negli Stati Uniti solo per “mantenersi”.


La Green Card per gli investitori stranieri

Quando si parla di Green Card tutti pensano alla lotteria ma ci sono altri modi per ottenerla e uno di questi è basato sul lavoro creato dagli investitori stranieri negli Stati Uniti. Sì, perché oltre ai visti specifici E-1 e E-2 c'è anche la possibilità di guadagnare per sempre il permesso di lavorare e fare affari negli Stati Uniti, come «Legal Permanent Resident» (LPR), anche conosciuto come "Permanent Resident Alien" (PRA). Con la Green Card si ha diritto a tutti i privilegi e si è sottoposti a tutti i doveri di un cittadino americano tranne il diritto di voto e, dal momento di acquisizione della residenza, può avere inizio la grande avventura americana.

Questa tipologia di Green Card riguarda persone che intendono investire negli Stati Uniti e che quindi creeranno posti di lavoro e sviluppo economico per altri cittadini americani o in zone del territorio statunitense non particolarmente sviluppate. L’investimento dovrà generare almeno dieci nuovi posti di lavoro per cittadini americani o residenti, e l'ammontare di denaro da investire dovrà essere di un milione di dollari o 500 mila dollari se l'attività viene stabilita in una zona non molto sviluppata. L'INS (il Fisco americano) si riserva inoltre di controllare dopo due anni l'andamento dell'azienda e di confermare o rimuovere lo status di residente al richiedente.

L'ultimo step per ottenere l'agognata carta verde è quello di rispondere alle 96 domande di storia degli Stati Uniti passata e contemporanea. Clicca qui per vederle sul sito del magazine The Christian Science Monitor.










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