12 gennaio 2013

Regole fondamentali del mondo del lavoro negli Stati Uniti




Tutti coloro che intendono intraprendere una attività imprenditoriale e, di conseguenza, assumere personale negli Usa devono fare i conti con un sistema differente di norme del lavoro. I conti, in realtà, l’imprenditore italiano, abituato alle rigidità e ai paradossi del sistema nostrano negli Stati Uniti li fa in fretta. Come li fa in fretta anche colui che affronta l’avventura America come lavoratore dipendente. La normativa lavoristica statunitense non è per niente complicata, è particolarmente flessibile, favorisce la libertà di costituzione e gestione dell'impresa e la mobilità del lavoro. Fermi restando i sacrosanti diritti i e doveri) di tutti i lavoratori. Vediamo come e perché analizzando alcuni punti chiave della normativa.

- L'imprenditore può scegliere di assumere lavoratori appartenenti o meno ai sindacati.

- Il lavoratore ha la facoltà di aderire o meno ad un sindacato. Per legge, l'adesione ad un sindacato non deve in alcun modo influire sulle possibilità di essere assunto.

- Il lavoratore può essere assunto con la qualifica di lavoratore autonomo. Vale a dire, è possibile assumere personale anche a tempo pieno, in qualità di rappresentanti, distributori, importatori e così via, pur qualificandoli come lavoratori autonomi il che permette di risparmiare ovviamente tutti quei costi come assicurazione per malattia ed infortunio, pensione ed altri benefici, di cui godono i lavoratori dipendenti. Tale possibilità è il classico vantaggio che l'imprenditore riutilizza nei primi tempi fino a quando l'azienda non sarà in grado di assumere stabilmente dei dipendenti. Al contrario di quanto accade in Italia, negli Usa non vi sono particolari restrizioni sui licenziamenti di dipendenti o di collaboratori autonomi, a meno che tale facoltà non sia stata limitata con la stipulazione di particolari contratti privati, o a livello sindacale.

- Un rapporto di lavoro tra imprenditore e dipendente non è mai lasciato interamente alla libertà contrattuale delle parti. Si parte sempre da alcune norme di base che regolano i fondamentali diritti e doveri dei lavoratori. Tra questi: il numero di ore lavorative, lo straordinario, i contributi da pagare per la disoccupazione ecc. Tali norme, imposte per legge, sono per l'imprenditore decisamente meno onerose che in Italia.

- Un cittadino straniero per lavorare negli Stati Uniti deve essere dotato di adeguato visto di lavoro, accompagnato dal permesso di soggiorno, oppure deve possedere la cosiddetta "green card", la residenza americana.

- Quando vengono conclusi gli accordi di agenzia, l'esportatore italiano può evitare molteplici problemi stipulando un contratto nel quale il rapporto tra il preponente e l'agente sia chiaramente definito. Negli Stati Uniti, le parti hanno molto più libertà nei loro rapporti contrattuali di quanto consentano gli ordinamenti civili. Si possono così creare rapporti quasi esclusivamente regolati dai termini del contratto, senza riferimento ad una normativa particolare.

- Se il produttore italiano desidera operare un trasferimento dei rischi, egli può creare un accordo di distribuzione con il distributore americano. In un contratto di distribuzione il distributore compra merci dall'esportatore e poi, di solito, il distributore vende tali merci a suo rischio al dettagliante per la rivendita al pubblico. La differenza tra accordo di distribuzione e accordo di agenzia è che il distributore si accolla il rischio della transazione, mentre invece l'agente opera sempre per conto del preponente.




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