12 gennaio 2013

Il Made in Italy alla conquista della Florida



Gianluca Fontani è il presidente della Camera di commercio italiana a Miami.

Miami è la porta d’ingresso per il Sud America e i Caraibi, ma anche un eccezionale snodo commerciale nel sudest degli Usa, nonché una città dal grandissimo fascino, come d’altronde tutta la Florida. Quali sono i numeri che descrivono gli scambi commerciali italiani con quest’area, e cosa si può fare per migliorarli?

Nel 2011 abbiamo assistito ad una crescita delle esportazioni italiane. L’economia americana sta gradualmente riprendendo a crescere e questo si nota ovviamente anche nelle cifre dell’import-export. Il valore dei prodotti italiani venduti in Florida ha superato i 1.200 milioni di dollari, ritornando a cifre molto vicine a quelle di prima  della crisi del 2008. I prodotti maggiormente venduti sono quelli legati alla nautica da diporto (yacht e componentistica), dove l’Italia ha una leadership internazionale. La Florida è uno dei primi mercati al mondo per l’acquisto di yacht: qui sono registrate più imbarcazioni da diporto che in tutta Europa. Altri prodotti caratteristici delle nostre esportazioni sono quelli della filiera agroalimentare (soprattutto il vino ha fatto registrare tassi di crescita a due cifre) e quelli del comparto casa-arredo, dove per i mobili di alta gamma Miami rappresenta un polo distributivo di primaria importanza sia per il sudest degli Stati Uniti che per tutta la regione latino-americana. Da sottolineare poi l’importanza che quest’area riveste per il comparto lusso italiano (alta moda e gioielleria). 

Come si caratterizzano gli italiani e gli italoamericani che vivono nel Sudest?

Bisogna fare una distinzione tra l’emigrazione storica e quella più recente. Gli italo-americani di terza o quarta generazione sono oltre un milione su una popolazione complessiva di 19 milioni di abitanti. Sono molto presenti in aree come Fort Lauderdale, Tampa o Sarasota. A Miami, invece, non c’è una grande comunità italo-americana tradizionale, ma a partire dalla fine degli anni novanta è arrivata una nuova migrazione composta soprattutto da giovani, imprenditori, ricercatori. Si tratta, quindi, di due comunità che si muovono con logiche diverse tra loro ma che sono accomunate da un forte sentimento di appartenenza all’Italia e da un grande apprezzamento verso cio’ che l’Italia rappresenta dal punto di vista culturale ed industriale. Poi bisognerebbe parlare di una terza categoria molto significativa a Miami, ovvero  gli italo/latino-americani emigrati negli ultimi 10-12 anni da paesi come Venezuela, Colombia o Argentina. Si tratta molto spesso di una migrazione qualificata di studenti, professionisti ed imprenditori. Anche per loro il legame con l’Italia rimane forte.

Clicca qui per continuare a leggere l'intervista di Umberto Mucci al presidente della Camera di Commercio italiana in Florida Gianluca Fontani per L'Opinione.







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