31 gennaio 2013

Gli effetti comici degli acronimi in inglese



Non è chiaro perché, ma parliamo e scriviamo sempre di più per acronimi. Cioè con quelle paroline, generalmente composte di tre o quattro lettere, talvolta scritte tutte in caratteri maiuscoli, che sono formate con le lettere o le sillabe iniziali di determinate parole di una frase o di una definizione. Il fenomeno è universale. Impazza in tutte le lingue, ma soprattutto in inglese, idioma che ama la brevità e si presta al suono sincopato di una sigla. Il Ceo (Chief Executive Officer) ha ormai sostituito la definizione completa di capo dirigente di un'azienda, così come in Italia ormai si dice e si scrive sempre più spesso ad, piuttosto che amministratore delegato. L'acronimo ha invaso l'economia e la finanza, ma pure il sindacalismo, le forze armate, i servizi di sicurezza, il mondo accademico, lo sport, i media. Si va dall'At&t all'Ibm, dal Centcom (Central Command, il comando centrale delle forze armate americane) al Mad (Mutually Assured Destruction, la reciproca distruzione assicurata, formula che teneva il mondo in pace durante la guerra fredda ricordando a tutti quale sarebbe stato il risultato di una guerra termonucleare, "mad", folle appunto), dalla Cia all'Fbi, dal Kgb alla Stasi, dall'Eta basco all'Ira nord-irlandese, senza dimenticare Bbc, Ddt e Wc.


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