18 gennaio 2013

Django e gli italiani che fecero il West


Jamie Foxx e Franco Nero in "Django Unchained" (2012)

Nel film "Django Unchained" di Quentin Tarantino ambientato nel Sud degli Stati Uniti nel 1858, due anni prima della Guerra di Secessione, compare a un certo punto Franco Nero nei panni di  un ricco uomo d'affari italiano dal look ricercato, ospite nella sontuosa villa del mercante di schiavi Leonardo di Caprio. L'aspetto curioso è che Franco Nero parla in italiano facendo il tifo per il mandingo che picchia selvaggiamente a mani nude un altro "nigger" in un'atroce lotta per la sopravvivenza.

Non è questa la sede per analizzare criticamente la pellicola di Tarantino, il cui universo di riferimento rimane solo e soltanto cinematografico e non ha nulla a che fare con la storia e il fenomento aberrante dello schiavismo. Certo l'approccio di Tarantino è infantile, degno di un appassionato di videogiochi in stile "sparatutto", e far ricorso a così tanta violenza fa parte sicuramente della sua terapia per esorcizzare il sesso, questo sì il vero tabù americano per eccellenza. Non è un caso infatti che le armi siano mostrate come protesi e surrogato sessuale dei bianchi con la funzione inoltre di delimitare il territorio e mantenere le distanze dallo straniero. Una riflessione che il regista inglese Ken Loach estremizza, sostenendo addirittura che: "Se il cinema potesse cambiare il mondo, sarebbe per renderlo ancor più minaccioso, più pericoloso, più individualista, più aggressivo, più violento, ancor più di destra. Se il cinema potesse cambiare il mondo, sarebbe per rinforzare l'idea che tutti i problemi del mondo possono essere risolti da un solo uomo con un fucile in mano e l'accento americano. Sono gli americani che hanno il potere economico, sono le loro immagini che inondano il mondo".

Tornando all'amico di Leonardo Di Caprio, che ci faceva un italiano nel sud degli Stati Uniti a quell'epoca?



Be', sicuramente non era il solo. Tutti pensano che gli italiani d’America siano soltanto i poveri emigranti sbarcati a milioni a Ellis Island, una valigia legata con lo spago e tante speranze.

In realtà, prima di loro ci sono stati molti altri italiani che hanno attraversato l’Oceano in cerca di fortuna. Una emigrazione – quella dei pionieri italiani - limitata nel numero ma fortemente intrecciata con i grandi avvenimenti storici del Nord America, allora attraversata - come l’Europa - dai complessi processi di fondazione delle nuove nazioni: la frontiera e la costruzione del territorio nazionale, la guerra e le altre forme di contatto con le popolazioni native, lo scontro tra Nord e Sud, la corsa all’oro. Diplomatici, soldati, operai, commercianti, viaggiatori, contadini, artisti, missionari, giornalisti, intellettuali e perseguitati religiosi e politici. Sono questi gli italiani, per lo più siciliani, liguri, emiliani e piemontesi, a raggiungere per primi gli Stati Uniti. Sono il più delle volte personaggi oscuri, dimenticati, a dispetto delle loro straordinarie e agitatissime vite tra una riva e l'altra dell'Atlantico, sullo sfondo di uno scenario storico che dagli albori della rivoluzione americana, passando poi per il risorgimento, giunge all'unità d'Italia e oltre, fino alla partenza dei fatidici bastimenti dell'esodo di massa. Sono loro "I primi Italians del Nuovo Mondo".

E' questo il titolo che ho scelto per il documentario da me realizzato nel 2012 per il programma "La Storia siamo Noi" di Giovanni Minoli in cui racconto le loro storie.

Nel documentario, che potete vedere nel primo video più sopra, si racconta di Enrico Fardella, Francis Spinola e il conte Luigi Palma di Cesnola, i tre generali italiani che presero parte alla Guerra di Secessione. le storie del trombettiere del generale Custer, il salernitano Giovanni Crisostomo Martino, e di Maria Rosa Segale, “la suora più veloce del West”. E ancora: si narra dell'inventore della letteratura del West ad opera dell'oriundo siciliano Charles Angelo Siringo e della vicenda umana del fotografo napoletano Carlo Gentile, il primo a documentare le condizioni di vita degli indiani.
  







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