6 gennaio 2013

Come aprire una piccola e media impresa a New York


A New York si può aprire una società in meno di 24 ore.

Senza capitale minimo e con una spesa sotto i 3 mila euro.

E ora è più facile avere il permesso dell'immigrazione.

 
Se a un certo punto decidete che l'Italia vi sta stretta e se avete il classico sogno americano nel cassetto, dovete sapere che questa strada è percorribile ma bisogna essere informati su quello a cui si va incontro.
 
Frank Ferrante, titolare di uno studio legale specializzato nell'avvio di attività imprenditoriali con soggetti esteri, racconta: "In 15 anni di attività a Manhattan ho visto camerieri diventare proprietari di ristoranti, investitori creare portafogli immobiliari e artisti sviluppare carriere gratificanti come attori, modelli, stilisti, designer, scrittori e chef. Non è stato certamente facile, ma il sistema è progettato per agevolare e incoraggiare l'imprenditorialità e ripagare il duro lavoro, per promuovere idee innovative, sperimentare metodi di lavoro e punti di vista diversi".
La chiave è iniziare con un'idea ben pensata e avere subito chiaro come sviluppare la nuova impresa. Anche se il business plan non è richiesto dalla legge americana, secondo Ferrante, risulta di grande aiuto nello sviluppo delle idee e aiuta a visualizzare gli obiettivi. L'avvocato spiega inoltre che "è di solito consigliabile dare vita a una società piuttosto che a una collaborazione, la cosiddetta partnership. Il processo è abbastanza veloce e relativamente non costoso. Nello Stato di New York una società può essere formata con l'assegnazione dell'equivalente del codice fiscale italiano di una giornata, permettendo così di iniziare le operazioni in meno di 24 ore. Non è richiesto un minimo di capitale sociale, né spese per il notaio, e la responssabilità è limitata".

Un nome e un indirizzo
Gli onorari legali possono variare in base al servizio, ma sono in genere compresi tra 1.500 e 3.500 dollari (tra 1.110 e 2.600 euro al cambio attuale). Le tasse d'iscrizione sono di solito intorno a 200-400 dollari (150-300 euro). Tutto il necessario per iniziare è solo un nome e un indirizzo. Di solito, è consigliabile scegliere tre nomi in ordine di preferenza nel caso in cui il primo (o il secondo) non dovesse essere disponibile. Riguardo all'indirizzo commerciale, per cominciare ci sono consulenti che possono offirre un servizio di domiciliazione permettendo di usare il loro indirizzo con una tassa aggiuntiva. Dopo la costituzione, si può decidere quale struttura organizzativa utilizzare, sapendo che la maggior parte delle informazioni, diversamente che in Italia, sono private (azionisti, amministratori, ricavi e così via) e non è richiesto che siano divulgate, eccetto che per le società pubbliche.

I visti
"Un'altra cosa importante è l'aspetto dell'immigrazione", precisa Ferrante. Come può essere legalmente permessi a un cittadino italiano vivere e lavorare in America? "Non si può nascondere che attualmente negli Usa si sta sviluappando un diffuso senso di ostilità verso l'immigrazione. Ma è soprattutto contro l'immigrazione clandestina. La legge statunitense è in realtà generosa sotto diversi punti di vista e molto di più che in altri paesi. Ci sono una miriade di visti che possono essere utilizzati, oltre che la famosa lotteria per la green card". La legge sull'immigrazione incoraggia, in linea di massima, investimento, commercio, imprenditoria, professioni intellettuali e mestieri in cui gli Stati Uniti sono carenti, specialmente i cuochi. Questo è anche molto più evidente oggi, con la crisi economica, dove c'è stata una rinascita e una proliferazione dei cosiddetti EB-5 green card program: programmi che prevedono l'investimento di 1 milione di dollari (quasi 750 mila euro) o 500 mila dollari (370 mila euro) più la creazione di dieci nuovi posti di lavoro. E pure la politica del governo di Barack Obama è attenta nei confronti di soggetti che dimostrano di portare un vantaggio all'economia americana. Di solito, un visto per lavorare può essere emesso entro due o tre mesi dalla richiesta.

Contratti e permessi
Una volta che gli elementi organizzativi della società sono stati stabiliti, si può essere in grado di partire operativamente, ma potrebbe essere necessario affrontare altre questioni legali, in base al ramo d'attività.
Per le imprese creative occorre considerare le questioni legate al diritto di proprietà. Per società di importazione ed esportazione, bisogna conoscere i vari tipi di contratti per stabilire e regolare i rapporti con i fornitori, clienti e terze parti. Generalmente, New York permette di intraprendere molte attività senza particolari licenze. Ma in qualche caso bisogna ottenere dei pemerssi. Per il commercio al dettaglio, per esempio, serve l'autorizzazione per l'imposta sulle vendite (la nostra Iva), mentre per i ristoranti sono necessari un permesso dal Dipartimento di Sanità e le licenze per la vendita di alcolici e per avere il posto all'aperto.


 








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13 commenti:

  1. In sostanza quindi se voglio aprire una società negli States, per esempio di import di prodotti dall'Europa, mi costa poco, ma poi per rimanere lì ad operare o investo 500.000$, oppure che faccio, apro la società a costo quasi nullo ma poi non posso stare lì?
    Non mi è ben chiaro il concetto.

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    1. Sono passati un po' di anni da questo post e molte regole per i visti e investimenti da parte di stranieri sono cambiate. Ti consiglio di rivolgerti a un avvocato specializzato in business tra Italia e Stati Uniti. Luca

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  2. L'investimento è da 500 mila dollari in su è comunque obbligatorio, altrimenti non si riesce a ottenere il visto business per avere la residenza. Per spendere di meno si può essere socio di minoranza con un americano di qualche piccola attività, ma prima bisogna fare molte ricerche di mercato.

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  3. Ok, quindi se ho capito bene:
    io richiedo un visto B1 (non investitore quindi), vado e apro un'azienda con una cifra piuttosto limitata (3000$?) poi ho diritto di stare lì 6 mesi (se mi approvano il visto) e rendermi conto dell'effettiva fattibilità del progetto.
    A fine di questo periodo io voglio avviare la mia attività, devo quindi spendere 500.000$ come investimento per poter rimanere lì perché altrimenti non posso rimanere a causa del visto?
    Semplicemente pazzesco, considerando il livello migratorio illegale che esiste negli States.

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  4. salve,io e un mio amico avremmo intenzione di aprire un bar nel new jersey e formare una società,è possibile che solo uno dei soci metta il capitale visto che lo possiede solo un socio?

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  5. Ciao Giulia, la tua domanda richiede il parere di un avvocato specializzato in business tra Italia e Stati Uniti. Mi spiace ma non sono in grado di risponderti.

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  6. Salve,
    Un mio amico vive a Los Angeles e abbiamo intenzione di aprire un bar o qualcosa di simile. Da quello che ho capito, possiamo formare una società dove io sono il socio con quota minoritaria. Il costo per la costituzione della società si aggira attorno ai 3000 dollari. In questo modo posso ottenere il visto di lavoro o devo versare 500.000 dollari?

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  7. Come ho risposto sopra, la sua domanda richiede il parere di un avvocato specializzato in business tra Italia e Stati Uniti.

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  8. salve.
    se volessi aprire un negozio di abbigliamento,ma di abiti creati da me???

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    1. Ciao Giovanna, devi fare ricerche di mercato. Non si può chiedere o dare un parere così genericamente.

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  9. Tony capobianco17 gennaio 2016 15:37

    Salve...io vorrei aprire uno studio fotografico li dove qui in Italia ho già uno studio fotografico da ben 16 anni..cosa mi serve ho come mi devo comportare?

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    1. Ciao Tony, è un'attività molto specifica che richiede il parere di un avvocato esperto in business tra Italia e Stati Uniti. Ti consiglio il mio: Annalisa Liuzzo http://www.liuzzolaw.com/italian/index.html

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  10. In poche parole se andassi li e istituissi una società come socio maggioritario dovrei pagare 500000 se bel caso in cui invece io fossi socio minoritario la strada sarebbe più economica

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