19 agosto 2010

Molinari che visse nella pancia della bestia

Manhattan couple

"Continuare a vivere nello stesso appartamento con l'ex di turno perché nessuno dei due si può permettere di pagare l'affitto di un appartamento da solo" (Living in the same apartment with your ex because none of you two can afford to pay the whole rent). Non si tratta di una moda (anche se qualcuno potrebbe pure spacciarla per tale) ma di una dolorosa necessità che accomuna molte coppie precarie metropolitane molto ex ma ancora vicine per basse questioni di mutuo soccorso economico, a Roma come a New York. Ma è a quest'ultima che si riferisce in particolare Michele Molinari, autore di "Nella pancia della bestia" (CDA & Vivalda Editori 2009), una divertente e cinica (qui direbbero sparkly) guida che per sopravvivere a New York ma anche agli italiani in trasferta a New York. 


Ecco un irresistibile passaggio sullo snobismo sacrosanto nei confronti dell'amico turista proveniente dal Belpaese: "I New Yorkers non sono simpaticissimi. No, scusate mi correggo, non sono i New Yorkers, è il modo d'essere che la città stessa induce in chi vive. Vivendo qui si è necessariamente diffidenti: è una metropoli, non un paesino a mezza costa dal monte. Si finisce col diventare snob, e come non si potrebbe vivendo nell'ombelico del mondo? E poi c'è talmente tanto da fare che bisogna far creder di avere sempre qualcosa di meglio da fare. A rimorchio di una coppia di amici in visita, mi sento molto snob e allora? E forse lo sono pure, uffa, o forse perché ero così anch'io quando sono arrivato qui e adesso non ci ho niuna voglia di guardare indietro. No, fare il turista a New York è faticoso. Salire sull'Empire, andare da Macy's e Tiffany, dover spiegare come si ordina al ristorante. E io figurati se mi diverto, proprio per nulla, anche perché mi tocca sorbire tutti i wow, uaah, urca e annessi e tutte le domande tipo "Ma è vero che Harlem è pericolosa?" e "Dove si beve un buon caffè?", "Ma come fai a vivere qui?" e connessi.

Michele Molinari

Mantovano, Michele Molinari è artista visuale, scrittore, fotografo e giornalista e ha vissuto nella “pancia della bestia” (In the belly of the beast) dal 1997 al 2005, raccogliendo, come corrispondente e fotografo per numerose testate italiane, umori e stili di vita di New York. Concepito inizialmente come blog, Molinari racconta in dodici capitoli corrispondenti a un anno della sua vita come si vive, si mangia, si dorme, si legge, si fa sesso, si parla, si litiga, si fa sport, si fa politica e non si fa nulla nella Grande Mela, senza mai di scordarsi di confrontarlo con le grandezze (quelle poche rimaste) e le miserie (quelle sono sempre tante) dell'Itaglia. Ecco, a proposito di "Culture Shock", come descrive la diversità di temperatura umana tra noi e loro: "Non c'è nulla come il calore nelle relazioni umane dei popoli mediterranei e latini. Abbracci, pacche sulle spalle, raffiche di baci e ammiccamenti sono solo l'aperitivo di lunghe conversazioni fatte di confidenze e segreti. Spesso si arriva fino alla descrizione dettagliata e piccante dei rapporti intimi, vantandosene se da scena di film o usandolo come arma contro l'amante di qualità scadente. Tutto questo più o meno in pubblico. La risposta classica al tentativo di confidenza di un New Yorker è, dopo una sonora risata di imbarazzo, "Too much of information", troppe notizie. E lì finisce la conversazione. SBQR: Sono Bizzarri Questi Romani, direbbe un Asterix yankee se ci fosse, ma più semplicemente qui di dice Euro Trash, Euro Spazzatura, che sta a indicare quel leggermente libertino comportamento dell'europeo medio che travalica le regole della buona creanza americana. Qui si dice: "In Rome do like the Romans do", a Roma comportati come i romani, a casa altrui segui le regole altrui".
 


“Nella pancia della bestia” non è fortunatamente una guida ad uso e consumo del turista che è stato o che andrà a New York (leggasi solo Manhattan) per la classica "vacanza limone" di una settimana, ma un ottimo vademecum per i newcomers italiani su cosa e come fingere per non essere scambiati da turisti e passare magari per interessanti uomini o donne d'affari in trasferta. Working men and women che si troveranno comunque anche loro a dover fare i conti con “le tre verità bugiarde”. Cosa sono? Lo spiega Molinari in questo passaggio che sembra preso da una puntata di Californication, anche se in questo caso siamo sull'East Coast.  

Sono modi di dire, frasi fatte che dicono una cosa ma ne intendono un'altra, sono le tre verità bugiarde nello slang di tutti i giorni in America. Eccole: "The check is in the mail", l'assegno è stato spedito, aspetta e spera che prima o poi ti mando i soldi; "It's not you, it's me", non è colpa tua è colpa mia, in realtà non ti amo più e non ti voglio più vedere ma non ho il coraggio di dirtelo e allora ti dico che sono io che ho dei problemi e in questo momento non so che fare; "I won't cum in your mouth", non ti vengo in bocca, mentre in realtà non aspetto altro e mica te lo dico quando sto venendo. Sono così coperti i tre pilastri attorno ai quali gira la quotidianità yankee: soldi, amore e sesso.

Michele Molinari dal 2005 vive a Buenos Aires dove si occupa di arte visuale e fotografia. 








Clicca qui per vedere l'indice di tutti i post su come fare impresa negli Stati Uniti.

Clicca qui per vedere l'indice di tutti i post su come imparare l'American English per gli italiani.

Clicca qui per vedere l'indice di tutti i post sulle differenze culturali tra italiani e americani.

Clicca qui per vedere l'indice di tutti i post su temi di storia e cultura legati a Italia e Stati Uniti.   

3 commenti:

  1. recensione così ben scritta da avermi convinto a cercare il libro e a comperarlo. Grazie Luca. Menik

    RispondiElimina
  2. Ditto = come sopra :)

    RispondiElimina
  3. l'avevo prenotato anch'io ma sono arrivate le ferie e lo sto ancora aspettando. piacere di averti ritrovato, Luca!

    RispondiElimina