16 agosto 2010

Il mio nome è Devor Pascalis e faccio film

"Che razza di nome è Devor?
Esistono Trevor, Davor, Dover, Denver, Davis, Davon.

Per quale ragione tua madre ti ha chiamato Devor.
Perché lei è newyorkese? Probabile. Ma il fatto che sia nato a Hell's Kitchen non può spiegare tutto.

Certe cose non hanno una spiegazione e basta. Se c'è una cosa che la scienza ci insegna e che bisogna accettare le nostre vittorie così come le nostre sconfitte, con calma, dignità e classe.

Questa è la tua maledizione personale. Nomen omen. E, tutto sommato, non è così pesante averne una di questo tipo. Poteva andarti peggio".

Devor De Pascalis

Così si presenta ai suoi lettori, l'italiano-americano Devor De Pascalis, autore di "Spigoli" (Caravan Edizioni, Roma 2009), taccuino di riflessioni di vita vissuta a New York vista una volta tanto ad altezza passanti e non di skyline.

Devor De Pascalis è nato nel 1976 a Roma da madre americana di origine polacche e padre italiano. Si è laureato nel 2002 in Letteratura angloamericana a Roma. Nel 1998 si è diplomato presso la Scuola Romana dei Fumetti, nel 2000 presso la New York Film Academy e, infine, nel 2005 presso il Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma.

"Restare separati va bene a tutti: bianchi, neri, ispanici, asiatici, polacchi, italiani, irlandesi. E, per fortuna, in questo paese c'è ancora spazio a sufficienza per chiunque. Sei nella terra delle libertà individuali contrapposte alle libertà di classe. E' su questo principio che si fondano il sogno e lo stile di vita americani. Insomma, che bisogno c'è di accettare il prossimo quando puoi benissimo far finta che non esista?”.


Tra fatalismo mediterraneo e minimalismo filosofico, Devor ha il pregio di tenersi lontano dallo street style fighetto di certi "Carrie Bradshaw al maschile" ovvero di quei blogger-filmmaker-scrittori italiani figli di papà che raccontano "Nuok", non paghi di averci tediato già con il racconto delle loro vacanze londinesi e parigine adattate in insulsi film, racconti e spesso fiction tv.

Nato come blog, "Spigoli" conserva l'immediatezza del racconto e del diario intimo, non rinunciando però a qualche civetteria letteraria, come il ricorso alla seconda persona.

Il rischio di scivolare nell'altrettanto stereotipo del loser che racconta altri losers è in agguato, ma Devor lo aggira perché non deve e vuole dimostrare proprio un bel niente, se non le sensazioni provate in quel momento.

Da Roma a New York fra metropolitane sferraglianti, fetidi ristoranti italo-americani gestiti da russi con la fissa per la “chicken parmigiana”, palestre comunali e fatiscenti stanze in affitto, Devor racconta anche della sua passione per il baseball e dei suoi tre arresti in un anno, tutti per futili motivi. Il primo, avvenuto poco dopo il suo arrivo negli States vicino alla casa dello zio nel New Jersey, per aver fotografato troppo da vicino le assurde cassette della posta a forma di pappagallo, flipper e isola tropicale del vicinato.

Il racconto di quest'esilarante arresto sembra preso pari pari - come suggerisce lo sceneggiatore Francesco Bruni nella prefazione del libro - dal film del 2002 di Paolo Virzì "My name is Tanino" (cui si riferisce il titolo di questo post) che racconta di un ventenne siciliano, mediocre studente di cinema, alle prese con una cotta per una bellissima ragazza americana Wasp e le pressioni familiari dei suoi parenti italo-americani di origine sicula.

“Spigoli” è - come suggerisce il sottotitolo - una guida per ritrovare la strada di casa a New York, città che l’ha accolto e respinto allo stesso tempo perché come le sue architetture ora è ospitale, ora spigolosa. Ed è  forse questa seconda natura ad aver prevalso, se poi Devor alla fine del suo viaggio alla scoperta delle radici decide di tornare in Italia e in particolare nella sua Roma, la New York dell'antichità che, a differenza della Grande Mela, dorme sempre.

Devor De Pascalis ha scritto lungometraggi, cortometraggi, documentari e videoclip e ha diretto un episodio del film collettivo “Bambini”. Ha suonato il basso nei dischi di Er Piotta, Cor Veleno e del gruppo indie Babalot. A New York ha insegnato lingua italiana presso la New York University. Attualmente vive a Roma, scrive saltuariamente di baseball su "Il manifesto" ed è sceneggiatore della serie televisiva "I Cesaroni".

Corto di Devor De Pascalis "Diventare Mattia" (2003)

Il blog di Devor De Pascalis







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1 commento:

  1. Grande Devor! Ma allora non torni piu'?
    ;-)
    Un abbraccio
    Paola

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