24 agosto 2010

L'amore glocal raccontato da Tiziana Nenezic

Tiziana Nenezic

Una cosa che mi ha sempre stupito è il fatto paradossale che in questa città folle e trasgressiva il gioco dell'amore segua tappe ben strutturate. La prima manche suole aprirsi con quello che in inglese si chiama date e che in italiano non ha alcuna traduzione nell'accezione romantica del termine. Non a caso gli italiani che conosco e che come me vivono a New York da anni usano espressioni come: "Domani ho un date", "Il date ieri sera mi è andato da schifo", o come disse una volta una mia connazionale che ancora non aveva l'agognata assicurazione medica: "Il mio date fa il ginecologo. E vai! Mi risparmio anche $300 di visita!".

A parlare, anzi a picchiettare i tasti sul Mac, non è la Carrie Bradshaw di "Sex and the City" ma una vera sex-columnist o sexual-urban-anthropologist Tiziana Nenezic, autrice di "Come sopravvivere ai NewYorkesi" (Cooper 2008), una guida spasso per lo Zoo di New York alla scoperta di usi e costumi dell'homo perennemente erectus e della lady perennemente in fregola. 


Tarantina di nascita come il sottoscritto (ecche diamine, per una volta mi fa finalmente piacere sottolinearlo!), Tiziana Nenezic (all'anagrafe Caloro) ha vissuto 15 anni a New York dove sbarcò nel lontano 1991 e da allora ha svolto i lavori più disparati, approdando poi nel campo editoriale con articoli di costume e attualità in inglese e in italiano per diverse riviste, tra cui "Velvet" e "D la Repubblica delle Donne". E' stata spesso ospite delle ultime edizioni del "Maurizio Costanzo Show".

Nel libro Tiziana Sunshine (suo primo middle name americano) spiega perché New York viene chiamata con così tanti nomi, che cosa pensano i newyorkesi di noi italiani, cosa si mangia in un deli (dal tedesco delikatessen) lasciando una mancia senza perdere la faccia, come si sopravvive in un one-bedroom-apartment in compagnia di rats e bedbugs e come si supera lo shock di lavare i propri panni sporchi in una lavanderia pubblica a gettoni. Se non fosse scritto da un'italiana, questo libro sarebbe bollato irrimediabilmente come il solito "chick flick book" in stile Bridget Jones ma la Nenezic ha di suo oltre a un invidiabile uso dell'ironia e dell'autoironia una comprensione più globale delle dinamiche sociali che acuisce tutti i sensi quando ci si trova in presenza di un "cultural shock". Ecco la sua spiegazione di "date".

La parola date indica, come sostantivo, l'atto da parte di un uomo (o donna) di chiedere a una donna (o uomo) di uscire con lui (o lei... per gay e bisessuali riorganizzare la frase a piacere). Un altro significato è l'insieme di attività (cena, drinks, ballo, cinema) che si svolgono durante un date. Inoltre lo stesso termine indica ciascuna delle persone che partecipa al date: "I'm his date", e "He's my date". Come verbo, to date o dating, è l'atto di uscire con qualcuno regolarmente, ma senza impegni profondi come fidanzamento ufficiale o piani di convivenza. Per esempio, "I'm dating this great guy right now". La mancanza di una traduzione immediata di date nella nostra lingua non è svista, bensì un segno che per noi il gioco dell'amore non ha regole e non può essere messo in scatola come se fosse il Monopoli.

Una società rigida, razionale e gerarchica - e mettiamoci anche il solito prude che sta per puritano - come quella dei bianchi americani ha una passione smodata per le etichette. L'amore non è da meno e tra un blind date (appuntamento al buio) e una one-night stand (scopata di una notte con repentina fuga del maschio senza post-liminari) le relazioni seguono regole e dinamiche consumistiche: si va dagli innocui girlfriend e boyfriend al fiancé e fiancée (fidanzamento ufficiale con tanto di anello), dal friend-with-benefits (in italiano "trombamico") al fuckbuddy (persona con cui si fa sesso senza un minimo di relazione o amicizia) sino all'ultimo livello della scala gerarchica sessual-amorosa ovvero il booty call (fuckbuddy rimediato all'ultimo momento per telefono), senza dimenticare gli over50 sugar daddy e sugar mama (uomo o donna ricca con amante giovane "mantenuto" detto toyboy).

Precisa Tiziana. Gli uomini italiani a New York si lamentano tutti di una cosa: "Quando si esce con le donne americane, queste ci chiedono sempre se il nostro è un date, che cosa cerchiamo, che intenzioni abbiamo". Magari è perché le poveracce temono di essere considerate fuckbuddies, anziché girlfriends. Chi lo sa! Io, da brava mediterranea, sono più sanguigna e istintiva per quanto riguarda l'amore e le volte in cui mi sono sentita trasportata da una certa reazione chimica mentre ero fuori con uno, l'idea di chiedere se questo incontro lo si poteva catalogare come date non mi ha mai sfiorato il cervello. E per quello che gli uomini cercano quando portano fuori una donna, non ho bisogno di chiederlo perché conosco già la risposta. E no, non è il petrolio.


Al dating e alle sue mille sfaccettature, Tiziana ha dedicato il suo secondo libro intitolato "L'amore ai tempi del globale" (Cooper, 2009) nel quale racconta le sue esperienze dirette e indirette di chi l'International love l'ha vissuto nel cuore di Manhattan. Dalle coppie miste al mito della straniera, dal cyberstalking al cybersesso, al crack del single market, Tiziana spiega anche chi sono le "jaguards, pumas, cougars and milf" e discetta sull'italiano mammone all'estero ricercato nel vestire e forse pure dalla polizia, mettendolo a confronto con l'altrettanto stereotipato ma vero maschio americano bianco sulla quarantina ancora con sneakers, bermuda, t-shirt e cappellino da baseball.


Tiziana Nenezic vive a Miami in Florida, dove lavora nel settore delle pubbliche relazioni. A Miami - racconta Tiziana nel suo libro - ho notato che gli italiani, soprattutto le coppie, li si distingue facilmente anche se scalzi, mezzi nudi e fuori dal raggio uditivo. Perché gli italiani, più che dall'aspetto, li si riconosce dall'assetto, spesso così animato da risultare bellicoso. Fateci caso: non ha importanza se siamo d'accordo o meno con i nostri interlocutori, le nostre conversazioni sono sempre discussioni perché ci piace sottolineare, enfatizzare ed esprimere con veemenza le nostre idee. Durante i primi mesi della mia permanenza americana se i miei amici mi vedevano parlare con altri italiani per più di due minuti credevano che ci stessi litigando. "Ma che ti ha detto quello per farti incazzare così?" chiedeva sempre il mio ex marito. "Incazzare? Ma no!" gli facevo io, "parlavamo di politica e gli stavo dando ragione!". "Wow! Pensa se gli avessi dato torto!", commentava giustamente lui.

Per approfondimenti:
Blog di Tiziana Nenezic
Il sito di Tiziana Nenezic









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19 agosto 2010

Molinari che visse nella pancia della bestia

Manhattan couple

"Continuare a vivere nello stesso appartamento con l'ex di turno perché nessuno dei due si può permettere di pagare l'affitto di un appartamento da solo" (Living in the same apartment with your ex because none of you two can afford to pay the whole rent). Non si tratta di una moda (anche se qualcuno potrebbe pure spacciarla per tale) ma di una dolorosa necessità che accomuna molte coppie precarie metropolitane molto ex ma ancora vicine per basse questioni di mutuo soccorso economico, a Roma come a New York. Ma è a quest'ultima che si riferisce in particolare Michele Molinari, autore di "Nella pancia della bestia" (CDA & Vivalda Editori 2009), una divertente e cinica (qui direbbero sparkly) guida che per sopravvivere a New York ma anche agli italiani in trasferta a New York. 


Ecco un irresistibile passaggio sullo snobismo sacrosanto nei confronti dell'amico turista proveniente dal Belpaese: "I New Yorkers non sono simpaticissimi. No, scusate mi correggo, non sono i New Yorkers, è il modo d'essere che la città stessa induce in chi vive. Vivendo qui si è necessariamente diffidenti: è una metropoli, non un paesino a mezza costa dal monte. Si finisce col diventare snob, e come non si potrebbe vivendo nell'ombelico del mondo? E poi c'è talmente tanto da fare che bisogna far creder di avere sempre qualcosa di meglio da fare. A rimorchio di una coppia di amici in visita, mi sento molto snob e allora? E forse lo sono pure, uffa, o forse perché ero così anch'io quando sono arrivato qui e adesso non ci ho niuna voglia di guardare indietro. No, fare il turista a New York è faticoso. Salire sull'Empire, andare da Macy's e Tiffany, dover spiegare come si ordina al ristorante. E io figurati se mi diverto, proprio per nulla, anche perché mi tocca sorbire tutti i wow, uaah, urca e annessi e tutte le domande tipo "Ma è vero che Harlem è pericolosa?" e "Dove si beve un buon caffè?", "Ma come fai a vivere qui?" e connessi.

Michele Molinari

Mantovano, Michele Molinari è artista visuale, scrittore, fotografo e giornalista e ha vissuto nella “pancia della bestia” (In the belly of the beast) dal 1997 al 2005, raccogliendo, come corrispondente e fotografo per numerose testate italiane, umori e stili di vita di New York. Concepito inizialmente come blog, Molinari racconta in dodici capitoli corrispondenti a un anno della sua vita come si vive, si mangia, si dorme, si legge, si fa sesso, si parla, si litiga, si fa sport, si fa politica e non si fa nulla nella Grande Mela, senza mai di scordarsi di confrontarlo con le grandezze (quelle poche rimaste) e le miserie (quelle sono sempre tante) dell'Itaglia. Ecco, a proposito di "Culture Shock", come descrive la diversità di temperatura umana tra noi e loro: "Non c'è nulla come il calore nelle relazioni umane dei popoli mediterranei e latini. Abbracci, pacche sulle spalle, raffiche di baci e ammiccamenti sono solo l'aperitivo di lunghe conversazioni fatte di confidenze e segreti. Spesso si arriva fino alla descrizione dettagliata e piccante dei rapporti intimi, vantandosene se da scena di film o usandolo come arma contro l'amante di qualità scadente. Tutto questo più o meno in pubblico. La risposta classica al tentativo di confidenza di un New Yorker è, dopo una sonora risata di imbarazzo, "Too much of information", troppe notizie. E lì finisce la conversazione. SBQR: Sono Bizzarri Questi Romani, direbbe un Asterix yankee se ci fosse, ma più semplicemente qui di dice Euro Trash, Euro Spazzatura, che sta a indicare quel leggermente libertino comportamento dell'europeo medio che travalica le regole della buona creanza americana. Qui si dice: "In Rome do like the Romans do", a Roma comportati come i romani, a casa altrui segui le regole altrui".
 


“Nella pancia della bestia” non è fortunatamente una guida ad uso e consumo del turista che è stato o che andrà a New York (leggasi solo Manhattan) per la classica "vacanza limone" di una settimana, ma un ottimo vademecum per i newcomers italiani su cosa e come fingere per non essere scambiati da turisti e passare magari per interessanti uomini o donne d'affari in trasferta. Working men and women che si troveranno comunque anche loro a dover fare i conti con “le tre verità bugiarde”. Cosa sono? Lo spiega Molinari in questo passaggio che sembra preso da una puntata di Californication, anche se in questo caso siamo sull'East Coast.  

Sono modi di dire, frasi fatte che dicono una cosa ma ne intendono un'altra, sono le tre verità bugiarde nello slang di tutti i giorni in America. Eccole: "The check is in the mail", l'assegno è stato spedito, aspetta e spera che prima o poi ti mando i soldi; "It's not you, it's me", non è colpa tua è colpa mia, in realtà non ti amo più e non ti voglio più vedere ma non ho il coraggio di dirtelo e allora ti dico che sono io che ho dei problemi e in questo momento non so che fare; "I won't cum in your mouth", non ti vengo in bocca, mentre in realtà non aspetto altro e mica te lo dico quando sto venendo. Sono così coperti i tre pilastri attorno ai quali gira la quotidianità yankee: soldi, amore e sesso.

Michele Molinari dal 2005 vive a Buenos Aires dove si occupa di arte visuale e fotografia. 








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17 agosto 2010

Sex Customs in Rome and New York

25 percent of requests in web search  engines have got pornography as a topic and sex is absolutely the most browsed word. How have sexual habits changed during the Internet era?


Sexual Radar tries to give an answer to those questions. It’s a surreal-grotesque comedy written in three weeks time by Luca Martera, after five months of bibliographic research (including essays, daily newspapers, chronicle and custom magazines) and field research through investigations, interviews and witnesses collected from people based in Rome and New York City of every age, various sexual orientations and preferences, about those which once were called perversions, and today psychiatry would rather call "paraphilias": a series of healthy-safe-and-agreed sexual practices, for which is difficult to establish the border between the lawful-allowed and the pathological-immoral.


Sexual Radar investigates this gray area to understand if it’s true that the world is not divided between normal and abnormal people, but between individuals with common and rare sexual habits.

From the content’s point of view, Sexual Radar faces a risky topic as sex, through an ironic sight, but never annoying or rude, always speaking about universal emotions and feelings, as what is told are real stories and people usual troubles. Everything is done through a never cheering and accommodating style, but always a smart and disenchanted one, that takes inspiration from real facts in the present time for every episode: mobbing and stalking, slander through social networks, online dating, web addiction because of gambling, etc.


The main character in this film is Henry, a funny and misogynist international detective specialized in finding the “right cause” to make annoying and lazy employees. Because of an accident during a session of “financial domination”, Henry discovers to be able to listen to people’s sexual preferences and fantasies. Here's some examples catched by his Sexual Radar:


©LM 1 - Men are all childish bitches. They want to have sex without condom, like grandpa they still believe in pulling and praying.

©LM 2 - I much prefer women with an amputated limb, but I like also those without a brain more.

©LM 3 -  My husband used to shoot off his rifle when I came. But now, goodbye orgasms... that idiot has been arrested for shooting my mother-in-law. She was spying us.

©LM 4 - It's so much fun hiding my genitals in my groin; I become a woman without surgery.

©LM 5 -Tonight dinner by candlelight: no romanticism, just hot wax drops on my chest.

clip from "Sexual Radar"

©LM 6 - I get excited swallowing Barbies’ shaved heads: once expelled from the rectum, I give them to the poor children.

©LM 7 - My wife has got her last day period today: when the blood is black I get more excited.

©LM 8 - Men are always direct. Maybe it’s because penis gives an immediate response.

©LM 9 - My arms hurt since yesterday for how much I whipped him.

©LM 10 - Today I discovered that my mum made me being circumcised not for hygienic reasons, but for preventing my autoerotism.
 
©LM 11 - If it wasn’t for homosexuals that have children, the human genre would be already disappeared.

©LM 12 - I imagine that my lover pushes me to eat asparagus so my wife can discover my betrayal, telling me that my sperm changed flavor.

©LM 13 - Today I had a fantasy about Mara, that client who asked me to reduce her genital big lips so they are not too visible when she wears leggings without knickers.

©LM 14 - I’d like to crawl under a classroom tables to varnish toes nails of female students. 

©LM 15 - I’d like to surf naked with just a sock on my genitals.

©LM 16 - To humiliate him, I will give him a ruled condom as a gift.

©LM 17 - I dream to fuck 3 women through a gate hole, but my wife punishes me when she discovers they are not women but goats.

©LM 18 - I’m a slave in ancient Rome. I’m bought by the Emperor that wants to donate me to his son, for his 18th birthday, to make him practicing with sex.

©LM 19 - I like to imagine having sex with seropositive people. I like Russian roulette, without knowing if their sperm will infect me or not.

©LM 20 - What is my favorite sexual fantasy? That after sex my wife will be transformed into a pizza and a box full of beers.

More details on:
Sexual Radar - The Movie

16 agosto 2010

Il mio nome è Devor Pascalis e faccio film

"Che razza di nome è Devor?
Esistono Trevor, Davor, Dover, Denver, Davis, Davon.

Per quale ragione tua madre ti ha chiamato Devor.
Perché lei è newyorkese? Probabile. Ma il fatto che sia nato a Hell's Kitchen non può spiegare tutto.

Certe cose non hanno una spiegazione e basta. Se c'è una cosa che la scienza ci insegna e che bisogna accettare le nostre vittorie così come le nostre sconfitte, con calma, dignità e classe.

Questa è la tua maledizione personale. Nomen omen. E, tutto sommato, non è così pesante averne una di questo tipo. Poteva andarti peggio".

Devor De Pascalis

Così si presenta ai suoi lettori, l'italiano-americano Devor De Pascalis, autore di "Spigoli" (Caravan Edizioni, Roma 2009), taccuino di riflessioni di vita vissuta a New York vista una volta tanto ad altezza passanti e non di skyline.

Devor De Pascalis è nato nel 1976 a Roma da madre americana di origine polacche e padre italiano. Si è laureato nel 2002 in Letteratura angloamericana a Roma. Nel 1998 si è diplomato presso la Scuola Romana dei Fumetti, nel 2000 presso la New York Film Academy e, infine, nel 2005 presso il Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma.

"Restare separati va bene a tutti: bianchi, neri, ispanici, asiatici, polacchi, italiani, irlandesi. E, per fortuna, in questo paese c'è ancora spazio a sufficienza per chiunque. Sei nella terra delle libertà individuali contrapposte alle libertà di classe. E' su questo principio che si fondano il sogno e lo stile di vita americani. Insomma, che bisogno c'è di accettare il prossimo quando puoi benissimo far finta che non esista?”.


Tra fatalismo mediterraneo e minimalismo filosofico, Devor ha il pregio di tenersi lontano dallo street style fighetto di certi "Carrie Bradshaw al maschile" ovvero di quei blogger-filmmaker-scrittori italiani figli di papà che raccontano "Nuok", non paghi di averci tediato già con il racconto delle loro vacanze londinesi e parigine adattate in insulsi film, racconti e spesso fiction tv.

Nato come blog, "Spigoli" conserva l'immediatezza del racconto e del diario intimo, non rinunciando però a qualche civetteria letteraria, come il ricorso alla seconda persona.

Il rischio di scivolare nell'altrettanto stereotipo del loser che racconta altri losers è in agguato, ma Devor lo aggira perché non deve e vuole dimostrare proprio un bel niente, se non le sensazioni provate in quel momento.

Da Roma a New York fra metropolitane sferraglianti, fetidi ristoranti italo-americani gestiti da russi con la fissa per la “chicken parmigiana”, palestre comunali e fatiscenti stanze in affitto, Devor racconta anche della sua passione per il baseball e dei suoi tre arresti in un anno, tutti per futili motivi. Il primo, avvenuto poco dopo il suo arrivo negli States vicino alla casa dello zio nel New Jersey, per aver fotografato troppo da vicino le assurde cassette della posta a forma di pappagallo, flipper e isola tropicale del vicinato.

Il racconto di quest'esilarante arresto sembra preso pari pari - come suggerisce lo sceneggiatore Francesco Bruni nella prefazione del libro - dal film del 2002 di Paolo Virzì "My name is Tanino" (cui si riferisce il titolo di questo post) che racconta di un ventenne siciliano, mediocre studente di cinema, alle prese con una cotta per una bellissima ragazza americana Wasp e le pressioni familiari dei suoi parenti italo-americani di origine sicula.

“Spigoli” è - come suggerisce il sottotitolo - una guida per ritrovare la strada di casa a New York, città che l’ha accolto e respinto allo stesso tempo perché come le sue architetture ora è ospitale, ora spigolosa. Ed è  forse questa seconda natura ad aver prevalso, se poi Devor alla fine del suo viaggio alla scoperta delle radici decide di tornare in Italia e in particolare nella sua Roma, la New York dell'antichità che, a differenza della Grande Mela, dorme sempre.

Devor De Pascalis ha scritto lungometraggi, cortometraggi, documentari e videoclip e ha diretto un episodio del film collettivo “Bambini”. Ha suonato il basso nei dischi di Er Piotta, Cor Veleno e del gruppo indie Babalot. A New York ha insegnato lingua italiana presso la New York University. Attualmente vive a Roma, scrive saltuariamente di baseball su "Il manifesto" ed è sceneggiatore della serie televisiva "I Cesaroni".

Corto di Devor De Pascalis "Diventare Mattia" (2003)

Il blog di Devor De Pascalis







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12 agosto 2010

My Ironic Italian View On American Lifestyle - Vol. II


36. To definitely nulify the African national debt, Bono Vox should stage a new Live Aid with Onu’s delegates who sing his songs in harmony with poor children. The auction’s revenues will be used to buy condoms for the prevention of U2. ©LM


37. I’m 13 years old and tonight I’ll hang out with my girl, but her parents have forced me to sign an agreement in which I promise to stop at first base. My divorced parents don’t agree and they have modified the agreement: thanks to my father, I have the right to second base too because I pay for dinner and the movie; according to my mother, I have the right to proceed directly to “home base”, so my girlfriend gets used to injustices at an early age. ©LM

38.Thanks to low-cost flights, I could stay engaged with Svetlana despite 5000 miles of distance. Now I can afford business class, but I prefer shorter journeys. ©LM


39. One time my shrink suggested me: "Less pills, more human relationships", as he unselfishly taking off his pants. ©LM

40. Quote hypothetical that Hugh Grant may have said: "It's funny but as always, heterosexuals look for transvestites and shemales, drag queens and feminine men, while gays want a macho man, like Divine Brown". ©LM


41. Euthanasia is the legal system adopted by governments to cut pension funds. ©LM

42. For a first date in Manhattan, the blue collars take the subway, the white collars the cab and CEOs limos but each of them is identical in three things: no credit card limits, and a fresh Hiv Test to show to the new tranny they're dating. ©LM

43. According to a survey, Americans rarely read books because they don't trust anything that has no expiration date. ©LM


44. Ohio. A 40 year old unemployed woman, who has been in a coma for two years, suddenly wakes up and says: "It's all Oprah's fault. I did it because I was dying to talk to her. The coma was the only way to reach her and ask for a job". ©LM

45. In restaurants along the Louisiana Bayou customers have more and more demanding palates. After Petroleum Gumbo menus are now featuring fresh shipwrecked corpses. ©LM

46. I found out that in shopping malls they use mirrors which make you look fatter. The reason? It's not to entice you buy more, but to make you feel depressed, in order to  make you to buy more and more. ©LM


47. A scandal raised in Manhattan for the decision of the local PolyAmorous GLBT Community to promote a new home service for sexual customer care for the disabled. Hundreds of fake disabled, blind, crippled and Italian men based in the Big Apple have applied for this service. ©LM

48. Brand New Twitter Update Status. After "What are you doing?" and "What are you thinking about", comes "Who gives a shit!". ©LM

49.  I've been selling dartboards with the pictures of your favorite enemy for years. What's hot now? After desperate housewives, metrosexual brokers, black comedians, and gay muslims, good old fashion Southern fun... White People and Obama dartboards. ©LM


50. My video "How to get noticed without doing anything" has been viewed by a million people. How? I didn't post the video of the owner of Youtube owner in which he licks my nipples. ©LM

51. After the death of my brother in a car accident, it was really touching to meet the guy who survived thanks to my brother's brain donation, unfortunately shortly after our introduction he was too killed in a car crash. What can I say? The same  shithead! ©LM

52. Yesterday I took Viagra and my wife took a birth-control pill. After four hours of uninterrupted sex, I decided it's better to have a kid and keep dating other women who are satisfied with ten minutes of standard sex. ©LM

53. A wise man once said "You'll stay a poor man if you only know 500 words, and will get rich if you know 5,000." So explain what happened with the millionaire like 50Cent? ©LM

54. Working drastically reduces the number of times that men think about sex during the day. At night, their wives make them completely forget about it. ©LM

55. Quote hypothetical that Stewie Griffin may have said: "Every man is potentially a gay because fucking with his own woman is a duty, but lying with his friends is the real pleasure". ©LM


56. Dallas. A young boy realized his family inheritance is going to the NRA, so he decided to shoot and kill his father. The NRA reproached the heinous act, but they are optimistic they will be able to recover the inheritance once the boy gets out of prison to finish the job on his mother. ©LM

57. When I was born I was separeted from my parents for a couple of days in an incubator. I definitely showed my independence very early! ©LM

58. Facebook is the third-largest state in the world, after China and India. FB sovereign Mark Zuckerberg wants to reach the top at any cost and so he decided to corrupt Chinese and Indian government to do it. He called this practice:  to add a friend. ©LM 


59. New York. Optimism is back after economic crisis. A bunch of jump-start brokers opened a customer service call center for Hindi millionaires who don’t know how to spend their revenues. ©LM

60. "I love fetichism, mutilation and pain: in a word, fashion". Quote hypothetical that Andrew Cunanan may have said. Cunanan is the man who shot and killed the Italian fashion designer Gianni Versace. ©LM


MY IRONIC ITALIAN VIEW
ON AMERICAN LIFESTYLE - VOL. I

11 agosto 2010

My Ironic Italian View on American Lifestyle - Vol. I

1. Yesterday people were famous for 15 minutes, today for 15 seconds, 
tomorrow for just $15. ©LM

 

2. My Californian girlfriend's favorite books are "Siddharta", "Jonathan Livingstone seagull" and "The Alchemist". With this kind of tastes, I think I’m going to dump her and her book at the next bookcrossing bench. ©LM 

3. I gave a pack of free tickets for bumper cars as a gift to my employees, so they could relieve some stress. The next day, their car insurance company threatened to sue me because they went to the fairground and crashed their cars. ©LM 

4. The incredible ease at which we are accustomed to record anything at any moment makes superfluous memories. I surely read a phrase of this kind, but where? ©LM

5. The presentation of a political program is the most long-awaited 
moment by electors to decide who will govern them. 
The one less awaited: the analysis of the program. ©LM


6. What is it like living in New York in the 21st century? More or less like the slaves of ancient Egypt, except all New Yorkers want to be the owner of pyramid. ©LM

7. My boss promised me a promotion if I refrain from having kids. The vasectomy hasn't worked: I got her pregnant and I lost my job. ©LM

8. After a year of posting my parent's sexual encounters on the web, my parents stopping paying me when they figured they can get rich by posting it themselves. ©LM

9. Michael Moore announced his new doc "The Unfair Welfare". This time he has to find out why Obama uses taxes paid by Americans to build schools 
and hospitals in the Area 51. ©LM

 


10. All my girlfriends' mother were always so concerned with my nails, hair and shoes... My only concern was how I was going to bone these milfs, not their daughters. ©LM

11. I closed all my Internet accounts and now I go out everyday. There is a little one problem. Nobody speaks to me if I don't add them as friends on Facebook. ©LM 

12. One of my dearest friend is a Christian comedian. He is so politically correct that he has to hire a stunt-man for the vulgar jokes. ©LM

  13. Frisco is the world capital for one way tickets. After many years, the Golden Gate is still the ideal place for a suicide. ©LM


14. One out of every five Americans believes in UFOs, but one Ufo out of five doesn’t believe in Americans. ©LM

15. In the US there are about 150,000 laws: unfortunately nobody has passed one to force the respect of all others. ©LM

16. According to a survey, we spend one-third of our lives in bed. Unfortunately it’t not indicated in which position. ©LM


17. 85 percent of Americans don't have a passport, the other 15 percent export democracy. ©LM

Abu Ghraib

18. I spied on my daughter's Facebook wall and I realized that she isn't mine. What a bitch! I divorced a liar. Wait a moment! Yeah, finally I have a pretext for not paying anymore alimony! ©LM

19. Eve’s greatest mistake wasn’t taking the snake’s advice but getting married with the first man she met. ©LM

20. Google is not infallible. Its founders lost their wallet but they couldn't figure out how to find it on the famous search engine. ©LM



21. To pick up women, I'm used to going around with children and dogs. When I get done, I drop all three of them. ©LM

22. I have an unemployed friend so unlucky that when he got a role in a porno, 

he was an extra. ©LM

23. I think there is discriminations on against distance-adoptions. Doesn't a Alaskan grizzly have the same rights to be cuddled of a Darfur child? ©LM 



24. Do you want to know what power is? I haven’t brushed my teeth in ten years and nobody told me anything. ©LM

25. When I’m walking I often think to myself that either dogs organized a riot or It’s raining shit. ©LM


26. Google AdSense paid me $1,000 for a video of my cat peeing in the toilet bowl. My attorney advised me I could earn more if it also flushes the toilet. ©LM



27. Men are classified in two categories: pigs and talking pigs. ©LM

28. Care for those around you remembering to have a Tic Tac. ©LM

29. I won the contest for most psychotic fan of Lady Gaga. I had a sex change thanks to the penis gifted by the winner in the category most normal fan. ©LM

Lady Gaga

30. According to a survey, 70 percent of women don't reach orgasm by penetration. The other 30 percent have only heard about it. Orgasm. ©LM


31. I’m sure somewhere in the universe there’s a bodymate who’s waiting to reject me even before my first move. ©LM

32. For my 15th birthday, grandpa gave me a pocket of Viagra. I guess for the next 80 years I'll give him my under age fiancée. ©LM


Hugh Hefner

33. MIT researcher recently announced a sensational discovery: the kleptomania gene. After a few hours, the result of discovery misteriously disappeared in the lab. ©LM

 
34. This guy was so intellectual that he preferred to read her lips 
instead of kissing them. ©LM

35. Steve Jobs is to the I-Phone what an Apeman is to rope. Both forever nerdy and alone without Cheeta. ©LM

 
MY IRONIC ITALIAN VIEW
ON AMERICAN LIFESTYLE - VOL. II


9 agosto 2010

Cervo Bianco, un mitomane yankee alla corte di Mussolini

Qualche tempo fa ho visitato il museo dedicato a Cesare Lombroso inaugurato a Torino alla fine del 2009 nel Palazzo degli Istituti Anatomici.

Museo Lombroso - Torino

Lombroso è forse più noto oggi per l'aggettivo "lombrosiano" che per i suoi studi di antropologia criminale, risalenti alla fine dell'Ottocento. Secondo la sua teoria, "criminali si nasce" ed era anche facile capirlo, misurando le dimensioni del cranio, del mento e della mascella. A farne le spese furono soprattutto le genti del meridione d'Italia, che si videro accumunati tutti indistintamente come ladri, accoltellatori e stupratori, grazie alla straordinaria diffusione mondiale della sinistra visione lombrosiana proto-nazista, oggi definitivamente superata, che sottolinea il ruolo centrale che ebbe il positivismo scientifico a cavallo dei secoli XVIII e XIX.

Cesare Lombroso

Visitando il museo - tra calchi in gesso e maschere di cera di volti di delinquenti, disegni e dipinti di alienati e di carcerati, schede segnaletiche e interessanti apparecchi scientifici - mi sono imbattuto anche in alcuni curiosi ritratti di criminali-mitomani.

Uno di questi è Cervo Bianco "Chief White Elk", detto anche "Tewanna Ray", vero nome Edgar Laplante, un bizzarro americano che si spacciò per falso capo pellerossa, sbarcando in Europa nel 1924 per difendere davanti alla Società delle Nazioni i diritti degli Irochesi. 

Chief White Elk                                  Benito Mussolini


Fisico atletico, battuta pronta, Cervo Bianco lavora nel cinema nel film "I quattro cavalieri dell'Apocalisse" con il divo del muto Rodolfo Valentino (che gli insegna l'italiano), è mondano, galante, si intende di tutto, ed esprime la sua gioia di vivere con sonore risate. La sua generosità si rivela presto inesauribile e spettacolare: rende felici con le sue donazioni centinaia di poveri, orfani e reduci; dispensa mance favolose, si proclama ammiratore e sostenitore del Fascismo. Ad ogni tappa di una tournée trionfale (da Venezia a Fiume, da Bari a Napoli, dalla Riviera ligure a Firenze) lo attendono folle in delirio, in cui si ritrovano fianco a fianco nobili e popolani, “maschiette” e generali, alti prelati e camicie nere, giornalisti e autorità. Gli italiani scoprono che Chief si può tradurre Principe, e lui accetta il nuovo titolo. Sono i giorni del rapimento e poi l’assassinio di Giacomo Matteotti. Proprio in quel difficile momento, il Principe è ricevuto da Mussolini che gli promette aiuti per la causa degli Irochesi. Compare un anello di pietra azzurra con sopra un fascio littorio. Papa Pio XI gli fa dono di due ritratti con dedica manoscritta, i Savoia, invece, lo ignorano. Poi, all’improvviso, tutto precipita. Il fascismo gli volta le spalle. L’Indiano è raggiunto da un decreto di espulsione dall’Italia come ospite indesiderabile. Seguiranno rivelazioni d’infinite truffe, processi, condanne, il carcere, un’amnistia nel 1932 e la sparizione dell’Indiano nell’anonimato e nel nulla.

Se non esistessero le cronache dell’epoca, si sarebbe indotti a supporre che l’avventura dell’Indiano sia stata un'ammaliante invenzione pirandelliana. Ma le cronache esistono, l’Indiano fu il protagonista di un periodo di confusione, di mondo alla rovescia, di buffonerie turbinose e inesplicabili. E per una volta, il truffatore non è lombrosianamente italiano ma addirittura uno yankee.


Nel Museo Lombroso è custodita la giacca in daino del presunto capo indiano e a quest'incredibile storia sono stati dedicati diversi libri, tra cui “L’anno dell’indiano" (Einaudi, 2004) di Ernesto Ferrero e “ Il tramonto degli dei“ (Collana delle Orme, 2004) di Renato Martinoni, ma curiosamente nessun film.

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